Dal 10 ottobre al 6 dicembre la 96ª Fiera del Tartufo Bianco d'Alba celebra il re della tavola autunnale con show cooking, mercati e degustazioni tra le Langhe.
C'è un profumo che, ogni autunno, annuncia l'arrivo della stagione più golosa dell'anno. È quello inconfondibile del tartufo bianco, capace di trasformare un semplice piatto di pasta in un'esperienza indimenticabile. E come ogni anno, il cuore di questa magia batte ad Alba, nel cuore delle Langhe piemontesi, dove sta per aprirsi uno degli appuntamenti gastronomici più attesi.
Una fiera che compie 96 anni
Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026 torna la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, giunta alla sua novantaseiesima edizione. Il tema scelto quest'anno, Autentiche Relazioni, mette al centro il legame tra le persone, la terra e i suoi frutti più preziosi. Un filo conduttore che accompagnerà le tante iniziative in programma per quasi due mesi.
Il capodanno del tartufo
La stagione di raccolta del tartufo bianco, il pregiato Tuber magnatum Picco, si apre simbolicamente tra il 30 settembre e il primo ottobre, con quello che gli appassionati chiamano il capodanno del tartufo. Da quel momento i boschi delle zone tartufigene si animano di cercatori e dei loro cani, impegnati nella delicata arte della cerca e della cavatura.
Il mercato mondiale del tartufo
Cuore pulsante della manifestazione è il Mercato Mondiale del Tartufo, allestito nel Cortile della Maddalena e aperto nei fine settimana. Qui i visitatori possono ammirare, annusare e acquistare i pregiati tuberi, guidati da esperti che ne valutano qualità e profumo. Un'occasione unica per avvicinarsi a un prodotto tanto raro quanto affascinante.
La cucina delle Langhe

Il tartufo bianco dà il meglio di sé sui piatti semplici della tradizione piemontese. I tajarin conditi con burro e una generosa grattugiata di tartufo, oppure la carne cruda battuta al coltello, sono tra le preparazioni che meglio ne esaltano il profumo. La regola in cucina è chiara: meno ingredienti ci sono, più il tartufo può brillare.
Non solo assaggi
La fiera è molto più di una semplice degustazione. Il programma prevede oltre quaranta chef impegnati in show cooking, laboratori dedicati alla pasta fresca, seminari di analisi sensoriale al museo e persino rievocazioni medievali con il tradizionale palio. Un intreccio di sapori, cultura e spettacolo pensato per coinvolgere adulti e bambini.
Vino e territorio
Impossibile parlare di tartufo senza citare i grandi vini che accompagnano queste terre. Durante la manifestazione sono previste numerose degustazioni che spaziano tra i terroir delle Langhe, del Roero e del Monferrato. Un viaggio nei calici che completa alla perfezione l'esperienza del piatto, raccontando la ricchezza enologica di un territorio unico al mondo.
Un richiamo internazionale
L'evento non attira solo gli italiani. Durante il periodo della fiera sono attesi circa seicentomila visitatori, molti dei quali provenienti dall'estero. Numeri che confermano quanto il tartufo bianco d'Alba sia diventato un vero e proprio ambasciatore del made in Italy gastronomico, capace di trainare turismo ed economia locale.
La tendenza dello slow food
Il successo di questi appuntamenti si inserisce in una tendenza più ampia. Negli ultimi tempi è cresciuto l'interesse per le esperienze cosiddette lente, in cui i visitatori cercano sapori autentici e racconti legati al territorio. Il tartufo, con la sua storia fatta di boschi, tradizione e pazienza, incarna alla perfezione questo desiderio di autenticità.
Oltre la fiera
Chi visita Alba in questo periodo può cogliere l'occasione per esplorare anche i dintorni. I borghi delle Langhe, i ristoranti che propongono menù dedicati e le cantine aperte al pubblico offrono infinite possibilità di scoperta. L'autunno diventa così il pretesto ideale per un weekend all'insegna del gusto e della bellezza del paesaggio.
Consigli per l'acquisto
Per chi desidera portare a casa un tartufo, qualche accortezza aiuta a non sbagliare. Conviene affidarsi a venditori riconosciuti, farsi guidare nella scelta e verificare che il profumo sia intenso e il tubero sodo al tatto. Una volta acquistato, il tartufo va consumato in fretta e conservato con cura, perché il suo aroma tende a svanire nel giro di pochi giorni.
Che siate intenditori o semplici curiosi, la stagione del tartufo bianco è un invito a rallentare e a godersi i piaceri della tavola. Alba e le sue colline aspettano i visitatori con un profumo che sa di casa, di autunno e di antiche tradizioni. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a raccontare il meglio dell'Italia a tavola.

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