Un attentato compiuto con un ordigno esplosivo ha scosso il Principato di Monaco, ferendo piu persone in quello che le autorita stanno trattando come un attacco mirato. Tra i feriti, fonti vicine all'inchiesta hanno identificato l'oligarca ucraino Vadim Yermolaev, finito al centro di un episodio che ha riportato l'attenzione internazionale su uno degli Stati considerati piu sicuri d'Europa.
Il magnate ucraino, secondo quanto riferito, e soggetto a sanzioni da parte di Kiev per i suoi presunti legami commerciali con la Russia. Insieme a lui sono rimasti feriti anche la sua compagna e il figlio, coinvolti nell'esplosione avvenuta nei pressi dell'edificio in cui si trovavano, in un attacco che ha avuto come bersaglio diretto il nucleo familiare.
I feriti sono stati trasportati negli ospedali della vicina Nizza, in Francia. Secondo le prime informazioni, la compagna dell'oligarca verserebbe in condizioni piu gravi e sarebbe ancora in pericolo di vita, mentre il giovane che era con loro, ritenuto il figlio, avrebbe riportato ferite piu lievi ed e considerato fuori pericolo.
Sulla dinamica gli inquirenti stanno ancora lavorando. In base alle prime ricostruzioni, dopo aver collocato il pacco esplosivo all'ingresso dell'edificio, il sospettato sarebbe fuggito a piedi in direzione della Francia, dove gli investigatori avrebbero momentaneamente perso le sue tracce, dando il via a una caccia all'uomo nella zona di confine.
La procura di Monaco ha aperto un'inchiesta per tentato omicidio, escludendo per il momento la pista del terrorismo e orientandosi verso un atto mirato contro le persone colpite. Gli investigatori stanno passando al setaccio l'ambiente delle vittime e ogni elemento utile a risalire all'identita e al movente dell'aggressore ancora in fuga.
Il principe Alberto II, sovrano di Monaco, ha condannato con fermezza l'attentato definendolo un atto odioso e ha confermato la mobilitazione di tutti i servizi di sicurezza nazionali. L'episodio rappresenta uno scossone per il Principato, da sempre considerato un rifugio sicuro grazie al suo sviluppato sistema di videosorveglianza, ora chiamato a dare risposte sulla falla nella sua rete di protezione.
