A Reggio Calabria un pezzo di storia millenaria resta abbandonato a sé stesso. La tomba ellenistica di Via Tripepi versa da tempo in uno stato di incuria e abbandono, simbolo di una città che sembra dimenticare il proprio passato. Il reperto, anziché essere valorizzato, è lasciato in condizioni di degrado.
Si tratta di un reperto di pregio, datato tra il III e il II secolo avanti Cristo. Oggi però si presenta come una struttura di mattoni anonima, circondata da sterpaglie e rifiuti. Nulla, a un primo sguardo, lascia intuire il valore storico di ciò che si ha davanti.
A poco serve la segnaletica pensata per i visitatori. La targa con i cenni storici si trova davanti a un muro vandalizzato, in netto contrasto con la funzione informativa che dovrebbe avere. Il messaggio di accoglienza al sito risulta così vanificato dallo stato dei luoghi circostanti.
Raggiungere il reperto, inoltre, è tutt'altro che semplice. All'ingresso continua a riformarsi una microdiscarica, mentre il pannello informativo campeggia completamente corroso dalle intemperie. Il vialetto che dovrebbe condurre al parco è sporco e disseminato di rifiuti, e l'area appare oggi inaccessibile, di fatto nascosta sotto la vegetazione incolta.
Nonostante la situazione, finora non è stato avviato alcun intervento di salvaguardia. Eppure, stando agli atti, l'amministrazione dichiara di voler procedere alla riqualificazione, con l'obiettivo di restituire bellezza e qualità all'area. Sulla carta, dunque, l'intenzione di intervenire ci sarebbe.
Negli stessi atti si apprende anche dell'esistenza di un progetto esecutivo di manutenzione straordinaria del reperto e del parco archeologico, approvato e finanziato già lo scorso anno. A fronte di queste premesse, ciò che resta certo ed evidente è soltanto una condizione di degrado che si perpetua, inspiegabilmente, da anni.
