I sindaci di due comuni del Catanese hanno deciso di denunciare alle autorità i continui stacchi di energia elettrica che da settimane interessano i loro territori. La protesta arriva dai primi cittadini di Aci Sant'Antonio, Quintino Rocca, e di Valverde, Domenico Caggegi. I due hanno scelto di fare fronte comune contro la società di distribuzione E-Distribuzione, del gruppo Enel. La denuncia presentata è per interruzione di pubblico servizio.
Secondo quanto denunciato, la situazione si ripete ormai da circa un mese. I disagi si sarebbero aggravati con l'arrivo del caldo e il maggiore utilizzo di condizionatori e dispositivi elettrici. Gli stacchi avrebbero interessato a macchia d'olio diverse zone dei due territori comunali. I cittadini hanno segnalato il problema con crescente esasperazione.
Tra le conseguenze più gravi figurano i danni alle attività commerciali. I sindaci citano in particolare chi si occupa di grande distribuzione, per i danni ad apparecchiature di conservazione e refrigerazione. Anche i macchinari industriali risultano esposti ai rischi causati dalle interruzioni. Le imprese lamentano perdite legate ai continui blackout.
Le interruzioni colpiscono anche i lavoratori in smart working, ai quali non viene garantita la continuità necessaria. C'è poi il rischio di danni alle apparecchiature private e aziendali. Particolare preoccupazione riguarda i soggetti fragili e i malati. Si tratta di persone che dipendono da apparecchiature elettriche di tipo medico.
In un comunicato congiunto, i due sindaci chiedono l'immediata individuazione della causa tecnica del problema. Sollecitano inoltre l'avvio di interventi strutturali e risolutivi. L'obiettivo è ripristinare la normale e continua erogazione di energia elettrica su entrambi i territori. I primi cittadini chiedono anche un riscontro scritto e urgente con un piano d'azione dettagliato.
I sindaci avvertono che, in assenza di risposte, sono pronti ad agire. Nelle loro parole, sarebbero costretti a tutelare i diritti e l'incolumità dei cittadini nelle sedi competenti. La denuncia segna così un passo di confronto diretto con la società elettrica. Il senso del loro messaggio è che non bastano più le parole, ma servono i fatti.
I due amministratori lamentano risposte finora ritenute insufficienti. Parlano di riscontri descritti come distratti e inconsistenti rispetto alla gravità dei fatti. Quello che era nato come un fastidio, sottolineano, è diventato una prova dura per i due territori. La vicenda resta aperta, in attesa delle risposte richieste alle autorità e alla società di distribuzione.
