La Calabria prova a rispondere alla carenza di personale sanitario con una procedura particolare gestita dalla cittadella regionale. Il meccanismo sfrutta normative nazionali che consentono a professionisti esteri di esercitare in deroga, con qualifiche temporaneamente equiparate. Si tratta, di fatto, di un escamotage utilizzato per attrarre camici bianchi. L'obiettivo dichiarato è portare nuovi medici nei reparti e negli ambulatori della regione.
La misura punta in modo esplicito a richiamare professionisti dai Paesi dell'Unione Europea e dall'estero. In questo modo la Regione cerca di colmare i vuoti di organico che pesano sul sistema sanitario locale. La leva utilizzata è quella della equiparazione temporanea dei titoli. È uno strumento pensato per accelerare l'ingresso in servizio dei nuovi medici.
L'iter si è chiuso con la formazione di una graduatoria di 168 idonei. Si tratta di profili che, secondo quanto riferito, potrebbero già essere inviati in corsia. L'impiego previsto riguarda sia i reparti ospedalieri sia gli ambulatori territoriali. La graduatoria rappresenta quindi il bacino da cui attingere per i prossimi inserimenti.
Il numero complessivo delle candidature è stato più ampio della sola lista finale. In totale sono state presentate 257 domande. Alcuni dei professionisti coinvolti erano già presenti negli elenchi regionali, mentre altri hanno procedure di verifica ancora in corso. A questi si aggiungono inoltre 22 medici in formazione.
Una volta definita la graduatoria, la fase successiva riguarda l'assegnazione dei professionisti. I medici saranno distribuiti alle aziende sanitarie sulla base dei fabbisogni rilevati. È prevista una priorità a favore degli enti territoriali. La scelta serve a garantire soprattutto la continuità assistenziale nei territori.
L'operazione si inserisce in un contesto di difficoltà nel reperire medici, comune a molte aree del Paese. Per la Calabria, il ricorso a professionisti esteri in deroga è presentato come una risposta concreta e relativamente rapida. Resta il nodo della natura temporanea delle qualifiche equiparate. Ma nell'immediato la Regione punta a coprire i turni e a tenere in piedi i servizi essenziali.
