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Boom di accessi per lo psicologo a scuola in Calabria, quasi 10mila richieste

Boom di accessi per lo psicologo a scuola in Calabria, quasi 10mila richieste

Il progetto regionale sullo psicologo a scuola in Calabria ha registrato un boom di accessi: quasi 10mila richieste agli sportelli d'ascolto. I dati fotografano un disagio giovanile diffuso, con bullismo, autolesionismo, disturbi alimentari e dipendenze tra i bisogni emersi.

Il progetto regionale sullo psicologo a scuola in Calabria ha registrato fin dall'inizio un vero e proprio boom di accessi. Gli sportelli d'ascolto attivati negli istituti hanno raccolto quasi 10mila richieste. Si tratta di numeri che raccontano una dimensione di fragilità diffusa nel mondo giovanile. Un disagio che il progetto tenta di cogliere prima che si trasformi in un problema.

L'obiettivo dichiarato dell'iniziativa è proprio l'introduzione della figura dello psicologo all'interno delle scuole. È un progetto descritto come innovativo, realizzato in Calabria con il coinvolgimento delle ASP e degli istituti scolastici del territorio. La rete mette quindi insieme il sistema sanitario e quello scolastico. L'intento è offrire agli studenti un punto di riferimento stabile a cui rivolgersi.

Per dare gambe al progetto sono stati reclutati 44 professionisti. L'impegno economico complessivo ammonta a 1.800.000 euro. Le risorse sono state destinate a coprire la presenza degli specialisti nelle scuole coinvolte. Si tratta di un investimento significativo sul fronte del benessere psicologico dei più giovani.

Il monitoraggio dell'attività è stato realizzato in 394 scuole. In questo ambito sono stati prodotti più di 18mila interventi. A questi si aggiungono oltre 2mila incontri con i docenti e più di mille con i genitori. I numeri restituiscono la dimensione capillare raggiunta dal progetto sul territorio calabrese.

I dati raccolti hanno fatto emergere bisogni specifici e un disagio psicosociale latente negli adolescenti. Tra le situazioni intercettate figurano il bullismo, le tendenze suicidiarie e l'autolesionismo. Vi sono inoltre maltrattamenti in famiglia, disturbi alimentari, abuso di smartphone, gioco online e dipendenze. È un quadro ampio, che mette in luce le tante forme della sofferenza giovanile.

A commentare i risultati è stata l'assessore al welfare Pasqualina Straface, che ha parlato di ragazzi che hanno chiesto aiuto e hanno trovato un porto sicuro. Il progetto, secondo quanto reso noto, è finanziato fino al 2028. La prospettiva è dunque quella di dare continuità al servizio negli anni scolastici a venire. L'iniziativa punta a consolidare un presidio stabile di ascolto dentro le scuole calabresi.

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