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Capo Vaticano, trovato il secondo nido certificato di tartaruga marina a Ricadi

Capo Vaticano, trovato il secondo nido certificato di tartaruga marina a Ricadi

I volontari di Legambiente hanno individuato durante i pattugliamenti quotidiani un nido di tartaruga marina lungo la Costa degli Dei, a Capo Vaticano. È il secondo nido certificato nella storia del comune di Ricadi, in una zona molto frequentata dai turisti.

Durante i pattugliamenti quotidiani lungo la Costa degli Dei, i volontari di Legambiente hanno individuato un nido di tartaruga marina a Capo Vaticano. La scoperta è avvenuta nel corso delle attività di monitoraggio che ogni mattina interessano diversi tratti del litorale. Per uno dei volontari si è trattato della prima volta nel ritrovare un nido durante un controllo di routine. L'emozione, hanno raccontato, è stata grande.

Il ritrovamento rappresenta il secondo nido certificato nella storia del comune di Ricadi. Il primo, ricordano i volontari, era stato individuato la scorsa estate, sempre lungo questo tratto di costa. La stagione di monitoraggio proseguirà nei giorni a venire, con pattugliamenti che andranno avanti fino alla fine di agosto. L'obiettivo è individuare e mettere in sicurezza eventuali altri nidi.

L'attività si inserisce in un progetto europeo promosso da Legambiente, che coinvolge diverse regioni italiane, tra cui la Calabria. La Costa degli Dei e l'area di Capo Vaticano erano già finite sotto i riflettori nell'ultimo anno proprio per la nidificazione delle tartarughe marine. Il lavoro dei volontari punta a documentare e proteggere la presenza della specie lungo il litorale.

Secondo i promotori dell'iniziativa, il ritrovamento di un nido in un'area molto antropizzata è un fatto eccezionale. Conferma, sostengono da anni, che anche le spiagge con un'elevata presenza turistica possono essere idonee alla nidificazione delle tartarughe marine. Si tratta di un segnale importante per un tratto di costa conosciuto soprattutto per il forte carico antropico. Il dato assume così un valore biologico e scientifico.

Dalla scoperta i volontari traggono anche un messaggio rivolto alla comunità. La costa, dicono, può essere rivalutata e diventare davvero la costa delle tartarughe. Per riuscirci serve però il contributo di tutti, dai cittadini ai volontari, dagli operatori turistici alle amministrazioni locali. Solo lavorando insieme, sottolineano, è possibile prendersi cura del territorio e valorizzarne la bellezza.

Il ritorno della nidificazione viene letto come un dono della natura selvatica alla comunità. Le tartarughe marine, ricordano i volontari, vivono ormai da oltre centocinquanta milioni di anni e tornano a terra solo per deporre le uova, prima di fare ritorno al mare. Quando le uova si schiudono e i piccoli raggiungono l'acqua, spiegano, l'emozione per chi assiste è enorme. Alla giornata dedicata alla tutela della specie ha partecipato anche un'associazione che da oltre dieci anni si occupa della protezione dei nidi.

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