LIVE PROTOCOL
EET--:--:-- edition--.--.--

Europol, 731 le reti criminali più pericolose nell'Unione Europea: oltre 400 mila membri di 118 nazionalità

Europol, 731 le reti criminali più pericolose nell'Unione Europea: oltre 400 mila membri di 118 nazionalità

Un nuovo rapporto di Europol ha analizzato in profondità le reti criminali più pericolose dell'Unione Europea, identificandone 731 attive sul territorio comunitario, con oltre 400 mila membri di 118 nazionalità. I loro principali settori di attività sono il traffico di droga, seguito dalle frodi e dalle frodi online, mentre l'agenzia segnala in particolare l'aumento della criminalità informatica. Europol avverte che colpire i singoli individui non basta e raccomanda di rafforzare la cooperazione transfrontaliera e di seguire il flusso di denaro.

Un nuovo rapporto di Europol ha analizzato in profondità le reti criminali più pericolose che operano all'interno dell'Unione Europea, restituendo una mappatura che mette in luce la portata del crimine organizzato sul territorio comunitario. Secondo il documento, l'agenzia europea ha identificato ben 731 reti attive, un dato che fotografa un fenomeno radicato e in continua evoluzione.

Queste 731 reti criminali contano complessivamente oltre 400 mila membri appartenenti a 118 nazionalità diverse. Si tratta di numeri che descrivono una criminalità profondamente transnazionale, capace di muoversi attraverso i confini e di intrecciare persone e interessi provenienti da contesti molto distanti tra loro, ben oltre i singoli Stati membri dell'Unione.

Per quanto riguarda i settori di attività, il rapporto indica che il principale ambito di azione di queste organizzazioni resta il traffico di droga, che continua a rappresentare il cuore del loro modello economico. A questo si affiancano, come seconda area di maggiore rilievo, le frodi e in particolare le frodi online, sempre più centrali nelle strategie dei gruppi criminali.

Europol sottolinea con particolare attenzione l'aumento della criminalità informatica, che emerge come una delle tendenze più preoccupanti del quadro analizzato. La dimensione digitale è diventata un terreno sempre più sfruttato dalle reti criminali, che vi trovano nuovi strumenti per espandere le proprie attività illecite e raggiungere un numero crescente di vittime.

Le organizzazioni criminali, evidenzia ancora l'agenzia, sfruttano anche le vulnerabilità dei sistemi finanziari e del commercio globale per consolidare i propri affari e mascherare i flussi di denaro. La capacità di inserirsi nelle pieghe dell'economia legale rappresenta uno degli aspetti che rendono questi gruppi così difficili da contrastare con strumenti tradizionali.

Nel suo rapporto Europol insiste su un punto strategico: non è sufficiente prendere di mira i singoli individui. Finché il modello di business che sostiene queste reti continua a sopravvivere, altri soggetti subentreranno per sostituire chi viene arrestato o messo fuori gioco. Il messaggio è che l'azione di contrasto deve colpire la struttura economica e organizzativa, non solo i suoi singoli componenti.

Per queste ragioni l'agenzia dell'Unione Europea raccomanda di rafforzare l'applicazione transfrontaliera della legge, di investire maggiormente nello smantellamento delle infrastrutture digitali criminali e di seguire il flusso di denaro per recuperare i proventi illeciti. Si tratta di indicazioni che puntano a rendere più efficace la cooperazione tra Stati e a togliere ossigeno economico alle reti più pericolose.

Loading article...