La qualità ambientale della costa calabrese torna sotto i riflettori grazie alla nuova edizione dei riconoscimenti delle vele, assegnati da Legambiente e dal Touring Club Italiano. Si tratta di una valutazione che misura, tratto per tratto, lo stato di salute e l'attrattiva delle coste italiane, e che anche quest'anno offre una fotografia interessante della situazione in Calabria.
Il vertice della classifica, però, resta per il momento lontano dalla regione. Nel 2026 sono trenta le località, tra mare e laghi, dove sventolano le cinque vele, il riconoscimento più alto in assoluto. Tra queste, tuttavia, non figura nessuna località calabrese, segno che il traguardo massimo è ancora un obiettivo da raggiungere.
Nonostante questo, la Calabria si è comunque distinta per la qualità ambientale dei suoi litorali. Sono infatti quarantotto i tratti costieri premiati, con riconoscimenti che vanno da una a quattro vele, a conferma di un patrimonio naturale diffuso e apprezzato lungo entrambi i versanti della regione.
A spiccare sono soprattutto le quattro vele, il punteggio più alto raggiunto in regione. Questo importante riconoscimento è stato assegnato a sei località calabresi, che si confermano così tra le mete di maggior pregio ambientale del territorio, capaci di coniugare bellezza del paesaggio e attenzione alla tutela del mare.
Le sei località premiate con le quattro vele sono distribuite su più province. Tre si trovano nella provincia di Cosenza, e sono Amendolara, Corigliano Rossano e Diamante. Due si trovano nel Reggino, ovvero Roccella Ionica e Scilla, mentre una è nel Vibonese, con la nota località di Tropea.
Il riconoscimento non riguarda però soltanto la pulizia delle acque e la qualità delle spiagge. La Calabria risulta infatti seconda in Italia per le azioni promosse a tutela della tartaruga Caretta Caretta, una specie particolarmente sensibile che proprio lungo le coste della regione trova importanti siti di nidificazione.
A sostenere questo secondo posto è l'impegno concreto messo in campo dai territori. Sono diciannove i comuni che hanno adottato misure specifiche per rendere le spiagge sicure e compatibili con la presenza della specie, un dato che testimonia una crescente attenzione verso la conservazione dell'ambiente marino e costiero calabrese.
