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Dopo la morte dei quattro braccianti l'Alto Ionio Cosentino chiede interventi radicali allo Stato, dal vertice tra Regione e Ministero del Lavoro arriva il via libera a un piano straordinario di vigilanza con ispettori sul campo da quest'estate

Dopo la morte dei quattro braccianti l'Alto Ionio Cosentino chiede interventi radicali allo Stato, dal vertice tra Regione e Ministero del Lavoro arriva il via libera a un piano straordinario di vigilanza con ispettori sul campo da quest'estate

La vicenda dei quattro braccianti agricoli morti lo scorso primo giugno ha innescato una risposta istituzionale senza precedenti nell'Alto Ionio Cosentino. I sindaci e i delegati del territorio si sono uniti all'assessore regionale Pasqualina Straface e alla FAE CISL per rifiutare il marchio della cronaca nera e chiedere interventi radicali allo Stato, a partire da un potenziamento dei controlli ispettivi nelle aziende per eliminare le mediazioni illecite. Dal vertice parallelo tra la Regione e il Ministero del Lavoro e arrivato il via libera a un piano straordinario di vigilanza, con un massiccio dispiegamento di ispettori sul campo da quest'estate. Sul tema e intervenuto anche il leader sindacale Maurizio Landini con la parola d'ordine basta ipocrisia.

La vicenda dei quattro braccianti agricoli che hanno perso la vita lo scorso primo giugno ha innescato una risposta istituzionale senza precedenti in tutto l'Alto Ionio Cosentino. Il territorio, profondamente scosso, ha deciso di non rassegnarsi a leggere quanto accaduto soltanto come un fatto di cronaca nera, scegliendo invece di trasformare lo sdegno in una richiesta corale di interventi concreti. La mobilitazione che ne e seguita ha coinvolto le istituzioni locali, quelle regionali e le organizzazioni sindacali, in un fronte comune che chiede allo Stato di intervenire alla radice del problema.

A guidare questa presa di posizione sono stati i sindaci e i delegati del territorio, che si sono uniti all'assessore regionale Pasqualina Straface e alla FAE CISL. Insieme hanno voluto rifiutare con forza il marchio della cronaca nera che rischiava di restare appiccicato a questa terra, rivendicando invece la necessita di interventi radicali da parte dello Stato. La loro e stata una voce unica, che ha messo da parte le appartenenze per concentrarsi su un'unica priorita, quella di tutelare chi lavora nei campi.

Al centro delle richieste avanzate dai sindaci c'e il potenziamento dei controlli ispettivi all'interno delle aziende. L'obiettivo dichiarato e quello di eliminare le mediazioni illecite, cioe il sistema del caporalato, e di monitorare con attenzione i rapporti diretti tra i datori di lavoro e gli operai. Secondo gli amministratori, soltanto un controllo capillare e costante puo impedire che si ripetano situazioni di sfruttamento e di pericolo per i lavoratori impiegati nelle campagne.

Tra gli interventi, particolarmente sentito e stato quello che ha richiamato il ruolo civile delle comunita. Come ha proposto la sindaca Maria Rita Ciardi, le istituzioni devono essere antenne sul sociale, capaci di proteggere e di tutelare anche nel semplice ruolo di cittadini, facendo da sentinelle di una terra descritta come meravigliosa. Il messaggio e chiaro: il territorio e chi vi lavora non possono essere lasciati soli di fronte a una tragedia di questo genere, perche significherebbe ancora una volta non risolvere il problema alla radice.

Nel corso degli interventi e stato sottolineato come quanto accaduto sia emblematico di una situazione piu ampia e radicata. E stata ribadita la necessita di un controllo anche all'interno delle aziende, perche il punto cruciale, il fulcro della questione, resta quello di eliminare le mediazioni illecite e di controllare i rapporti diretti con gli operai. Solo agendo in questa direzione, e stato detto, sara possibile debellare davvero il fenomeno del caporalato.

Alle richieste del territorio e arrivata una prima risposta concreta. Dal vertice parallelo tra la Regione e il Ministero del Lavoro e infatti arrivato il via libera a un piano straordinario di vigilanza. A partire da quest'estate scattera cosi un imponente dispiegamento di ispettori direttamente sul campo, pensato per rafforzare i controlli proprio nelle aziende agricole dove piu alto e il rischio di sfruttamento della manodopera.

Sul tema e intervenuto anche il leader sindacale Maurizio Landini, la cui parola d'ordine e stata basta ipocrisia. Secondo Landini le leggi contro lo sfruttamento e il caporalato esistono gia, e cio che serve e semplicemente farle rispettare. Non c'e bisogno di inventarsi nulla di nuovo: se davvero si vuole intervenire, occorre rafforzare i controlli, procedere con le assunzioni e mettere gli ispettorati e tutti i soggetti coinvolti nelle condizioni di fare il proprio dovere. Soprattutto, ha ricordato, la legge in vigore prevede gia tutto cio che rientra sotto la voce prevenzione, che pero nella realta non viene fatta.

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