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Catania, arrestato un 52enne per un agguato armato per 40 euro

Catania, arrestato un 52enne per un agguato armato per 40 euro

La polizia di Catania ha arrestato un uomo di 52 anni ritenuto il presunto autore di una violenta aggressione armata avvenuta alcuni mesi fa, secondo quanto riferito da Etna Espresso Channel. Nell'agguato la vittima aveva riportato due fori d'arma da fuoco alla gamba sinistra e una ferita alla testa, giudicate poi guaribili in venti giorni. Sul luogo dell'agguato i rilievi della polizia scientifica avevano portato al sequestro di un bossolo calibro 380. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ferimento si configurerebbe come una spedizione punitiva: l'aggressore avrebbe agito per vendicarsi dell'appropriazione di 40 euro da parte della vittima, somma consegnata in precedenza per un incarico poi mai portato a termine.

La polizia di Catania ha tratto in arresto un uomo di cinquantadue anni, ritenuto il presunto autore di una violenta aggressione armata avvenuta alcuni mesi fa. Secondo quanto riferito da Etna Espresso Channel, l'operazione mette la parola fine, almeno nella fase investigativa, a una vicenda rimasta a lungo senza un responsabile e riconducibile a un episodio di grande violenza consumatosi nel capoluogo etneo.

Al centro dell'inchiesta c'e un agguato nel corso del quale la vittima era stata raggiunta da diversi colpi. In particolare, l'uomo aggredito aveva riportato due fori d'arma da fuoco alla gamba sinistra e una ferita alla testa, lesioni che i sanitari avevano poi giudicato guaribili in venti giorni. Le ferite, pur non avendo messo in pericolo la vita, avevano reso evidente la gravita e la natura mirata dell'attacco.

Sul luogo dell'agguato, gli accertamenti del gabinetto regionale di polizia scientifica avevano permesso di sequestrare un bossolo esploso di calibro 380 automatico. Quel reperto era diventato uno degli elementi materiali su cui si erano concentrate le prime indagini, utile a ricostruire la dinamica della sparatoria e a inquadrare le modalita con cui era stato colpito il bersaglio.

Le indagini, tuttavia, si erano scontrate fin da subito con un ostacolo di non poco conto: il muro di omerta della stessa vittima. L'uomo ferito, infatti, non aveva fornito alcuna informazione utile a identificare chi avesse sparato, complicando notevolmente il lavoro degli inquirenti e allungando i tempi necessari per arrivare a un nome.

Nonostante il silenzio della persona colpita, gli investigatori sono riusciti a risalire all'identita dell'indagato soltanto in un secondo momento. Il risultato e stato raggiunto incrociando i dati raccolti attraverso le intercettazioni con le testimonianze acquisite in una fase successiva, un lavoro di ricostruzione che ha consentito di ricomporre il quadro e di individuare il presunto responsabile.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorita, il ferimento si configurerebbe come una vera e propria spedizione punitiva. L'aggressore avrebbe agito per vendicarsi dell'appropriazione di quaranta euro da parte della vittima, una somma che gli sarebbe stata consegnata in precedenza per portare a termine un incarico poi mai eseguito, e che sarebbe stata all'origine della violenta rappresaglia.

La vicenda, per quanto legata a una cifra di denaro tutto sommato modesta, restituisce l'immagine di una violenza sproporzionata rispetto al movente. L'arresto del cinquantaduenne rappresenta un passo avanti nelle indagini, mentre restano da definire nel dettaglio i contorni della vicenda e le eventuali responsabilita, che dovranno essere vagliate nelle sedi competenti.

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