Il Consiglio di Stato è intervenuto sugli uffici giudiziari di Crotone, annullando alcune nomine ai vertici e aprendo di fatto una nuova fase per la giustizia cittadina. Le decisioni dei giudici amministrativi rimettono in discussione le procedure con cui erano stati scelti i responsabili di importanti uffici, e impongono ora un nuovo passaggio davanti al Consiglio superiore della magistratura.
Il primo caso riguarda un incarico direttivo. I giudici hanno stabilito un principio preciso, e cioè che, una volta ottenuta la conferma in un incarico direttivo, non è possibile concorrere nuovamente per lo stesso ufficio nella medesima sede. Su questo punto si era mosso il ricorso, che era stato presentato dal togato Massimo Forciniti.
La seconda decisione tocca un vertice ancora più delicato. È stata infatti annullata anche la nomina del procuratore capo di Crotone, con il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso del sostituto procuratore della procura di Cosenza, Antonio Bruno Tridico, rimettendo così in discussione la scelta compiuta per la guida della procura.
A pesare, in questo secondo caso, è stata soprattutto la motivazione della scelta. Il Consiglio di Stato ha infatti ritenuto non adeguatamente motivato il giudizio comparativo tra i candidati, ravvisando dunque un vizio nel modo in cui le diverse posizioni erano state messe a confronto al momento della decisione finale.
I giudici amministrativi hanno indicato anche un elemento concreto a sostegno di questa valutazione. Hanno evidenziato come l'esperienza maturata in direzione distrettuale antimafia di Guarascio sia stata valorizzata due volte nella valutazione finale, un doppio riconoscimento dello stesso titolo che ha contribuito a rendere fragile l'impianto della nomina.
Va chiarito quali siano gli effetti immediati di queste pronunce. Le due sentenze non producono nomine automatiche, ma impongono al CSM di riesaminare entrambe le procedure alla luce dei principi indicati dai giudici amministrativi, riportando quindi la decisione nelle mani dell'organo di autogoverno della magistratura.
Il risultato è una sostanziale ripartenza per i vertici della giustizia crotonese. Per gli uffici giudiziari di Crotone si apre così una nuova fase, con la riapertura delle procedure per la scelta dei rispettivi vertici, e con la necessità di ricostruire le valutazioni nel rispetto dei criteri fissati dalle sentenze.
