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Reggio Calabria, blitz contro la ndrangheta: 79 misure cautelari

Reggio Calabria, blitz contro la ndrangheta: 79 misure cautelari

All'alba a Reggio Calabria è scattato un blitz che ha colpito il cuore della criminalità organizzata cittadina. Sotto la lente degli inquirenti sono finite le storiche e potentissime cosche De Stefano, Tegano e Condello, insieme ad altre articolazioni criminali attive sul territorio. L'ordinanza di custodia cautelare ha colpito complessivamente 79 soggetti e delinea un quadro di controllo del territorio. Secondo l'impianto accusatorio, i reati contestati vanno dall'associazione mafiosa finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti fino all'estorsione, alla rapina e al porto illegale di armi da fuoco, tutti aggravati dal metodo mafioso e commessi per agevolare e rafforzare il potere dell'ndrangheta. Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere figurano i nomi di Giuseppe De Stefano, Mariano Tegano, Maurizio Cortese e Carmelo Consolato Murina. Per la maggior parte degli indagati si sono aperte le porte del carcere, mentre per una minoranza sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per analizzare il materiale sequestrato e ricostruire la rete di alleanze e affari tra questi gruppi criminali.

Le sirene hanno squarciato l'alba a Reggio Calabria per un blitz che ha colpito il cuore pulsante della criminalità organizzata cittadina. Nelle prime ore del mattino le forze dell'ordine hanno dato esecuzione a un'ampia operazione che, per numeri e obiettivi, si presenta come uno dei colpi più significativi degli ultimi tempi contro i gruppi mafiosi radicati nel territorio reggino. L'intervento è scattato in contemporanea in più punti della città, con un dispiegamento di uomini e mezzi mirato a raggiungere tutti i destinatari del provvedimento.

Sotto la lente degli inquirenti sono finite le storiche e potentissime cosche De Stefano, Tegano e Condello, insieme ad altre articolazioni criminali attive sul territorio. Si tratta di gruppi con una lunga storia alle spalle, considerati tra i più influenti nello scacchiere criminale della città. L'operazione punta a colpire non soltanto i singoli affiliati, ma anche la rete di rapporti e di potere che questi clan hanno costruito nel corso degli anni nel tessuto cittadino.

L'ordinanza di custodia cautelare emessa dall'autorità giudiziaria ha colpito complessivamente 79 soggetti, delineando un quadro inquietante di controllo del territorio. La dimensione del provvedimento restituisce la misura di un'inchiesta ampia e articolata, frutto di un lavoro investigativo che ha ricostruito ruoli, gerarchie e attività dei presunti sodalizi criminali finiti al centro dell'operazione condotta questa mattina a Reggio Calabria.

Secondo l'impianto accusatorio, i reati contestati compongono un ventaglio ampio e grave. Si va dall'associazione mafiosa finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti fino all'estorsione, alla rapina e al porto illegale di armi da fuoco. Tutti reati che, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati commessi con l'aggravante del metodo mafioso, agendo cioè per agevolare e rafforzare il potere dell'ndrangheta sul territorio e nei confronti della popolazione.

Tra i nomi eccellenti che figurano nell'elenco dei destinatari della custodia cautelare in carcere spiccano quelli di Giuseppe De Stefano, Mariano Tegano, Maurizio Cortese e Carmelo Consolato Murina. Per la maggior parte degli indagati si sono aperte le porte del carcere, mentre per una minoranza sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per tutti vale, in questa fase, la presunzione di innocenza, in attesa che il quadro accusatorio venga vagliato nelle sedi competenti.

L'operazione di questa mattina, sottolineano gli inquirenti, non rappresenta soltanto un successo investigativo, ma anche un segnale di forte presenza dello Stato in un territorio dove il racket delle estorsioni e il traffico di droga costituiscono ancora, secondo gli accertamenti, le principali fonti di reddito per i clan. Colpire queste attività significa incidere direttamente sulle risorse economiche che alimentano il potere delle organizzazioni criminali.

Le indagini, adesso, proseguono per analizzare tutto il materiale sequestrato nel corso del blitz e per ricostruire ulteriormente la rete di alleanze e di affari che lega questi storici gruppi criminali. Gli investigatori puntano a mettere a fuoco i rapporti tra le diverse cosche e le eventuali ramificazioni delle loro attività, in un lavoro che si annuncia lungo e complesso e che potrebbe portare a nuovi sviluppi nelle prossime settimane.

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