La procura di Paola vuole fare piena luce sulla morte di Dimitri Franck, il giovane camerunense annegato sabato scorso nelle acque di Scalea. Il ragazzo, secondo quanto emerso, tra pochi giorni avrebbe compiuto 22 anni, e la sua scomparsa in mare ha scosso profondamente la comunità.
La procura guidata da Domenico Fiordalisi ha aperto un fascicolo di indagine per ricostruire ogni fase della tragedia ed escludere eventuali responsabilità. Si tratta di un passaggio ritenuto necessario per consentire alla magistratura di svolgere tutti gli accertamenti del caso.
Il magistrato titolare del fascicolo ha disposto l'autopsia sul corpo del ragazzo. Al momento l'attenzione degli inquirenti si concentra sulla posizione di tre persone, mentre si cerca di chiarire ogni dettaglio di quanto accaduto.
Uno degli aspetti al centro delle verifiche riguarda la gestione di quei drammatici momenti. Gli accertamenti puntano a stabilire se siano state rispettate tutte le procedure previste, come sembrerebbe da un primo riscontro.
La dinamica della tragedia appare comunque abbastanza chiara. Dimitri sarebbe morto dopo essersi tuffato in acqua senza più riemergere né chiedere aiuto, probabilmente a causa di un malore che lo avrebbe colto poco dopo l'ingresso in mare.
Quel giorno il mare era particolarmente agitato. Secondo le testimonianze raccolte, nel momento in cui il giovane si è tuffato erano ben visibili le bandiere rosse che segnalavano il pericolo lungo quel tratto di costa.
Il corpo di Dimitri, dopo ore di ricerche da parte delle forze dell'ordine, è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco a 20 metri dalla riva, a 4 metri di profondità. Ora sarà l'autopsia a fornire ulteriori elementi utili all'inchiesta.
