La Calabria e stata scossa da una forte scossa di terremoto che ha spaventato l intero territorio meridionale. L evento e stato avvertito in modo molto ampio, dalla Sicilia fino addirittura a Napoli, dove il sisma e stato percepito in maniera nitida. Pur trattandosi di una delle scosse piu intense degli ultimi decenni, non ha provocato danni materiali, e questo ha trasformato un evento potenzialmente catastrofico in un grande spavento collettivo.
Secondo i dati raccolti, la scossa ha avuto una magnitudo di 6.1 e si e verificata a mezzanotte e dodici minuti, nella notte tra l 1 e il 2 giugno. A registrare l evento e stato l INGV, l Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha individuato con precisione le caratteristiche del terremoto e ne ha ricostruito la collocazione esatta nel tempo e nello spazio.
L epicentro e stato localizzato a Largo Diamantea, in mare, a una profondita di ben 250 chilometri. Ed e stata proprio questa grande profondita l elemento decisivo, perche ha reso di fatto innocuo, a livello di danni materiali, uno degli eventi sismici piu forti della storia d Italia. La distanza dalla superficie ha attenuato in modo determinante gli effetti della scossa al suolo.
Se si guarda esclusivamente alla magnitudo, il dato e impressionante. Si tratta infatti del secondo terremoto piu potente avvenuto in territorio nazionale dal primo gennaio 1985, data a partire dalla quale l Istituto ha iniziato a registrare e archiviare questi dati. In una classifica costruita su quarant anni di rilevazioni, la scossa calabrese si colloca dunque ai vertici assoluti per intensita.
A fare registrare un valore ancora maggiore e stato soltanto il sisma di Norcia, avvenuto nell ottobre del 2016, con una magnitudo di 6.5. Anche in quel caso non ci furono ne morti ne feriti, ma l intera cittadinanza umbra fu costretta a lasciare le proprie case e a vivere come popolazione sfollata, a dimostrazione di quanto un evento di quella portata possa stravolgere la vita di un territorio.
La scossa calabrese ha inoltre pareggiato in intensita quella di L Aquila del 2009 e ha addirittura superato quella di Amatrice dell agosto 2016. In quei casi, pero, le conseguenze furono drammatiche, con piu di 500 vittime complessive tra Abruzzo e Lazio. La differenza, ancora una volta, e stata la profondita: in quegli eventi l ipocentro si trovava a soli 8 chilometri, molto piu vicino alla superficie, e per questo molto piu distruttivo.
