A Vibo Valentia si è aperto un nuovo capitolo politico e giudiziario, che torna a scuotere la vita amministrativa della città. Il Tribunale ha infatti dichiarato l'incandidabilità del sindaco Giovanni Macrì, una decisione destinata a far discutere e che riaccende un caso già delicato per la comunità.
La pronuncia riguarda un primo cittadino appena tornato alla guida della città. Giovanni Macrì era stato infatti rieletto sindaco lo scorso 25 maggio, e proprio sul suo nome il Tribunale di Vibo Valentia ha ora dichiarato l'incandidabilità, intervenendo a poche settimane dal voto.
Per capire la vicenda bisogna tornare indietro nel tempo. La decisione arriva infatti dopo il commissariamento, seguito allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, avvenuto nell'aprile del 2024, un passaggio che aveva già segnato profondamente la vita politica cittadina.
Quel precedente continua a pesare sul presente. La nuova decisione riaccende così il caso politico e amministrativo nella città, già attraversata durante la campagna elettorale dal tema degli impresentabili e dal peso dello scioglimento, due questioni rimaste al centro del dibattito locale.
Da parte sua, il sindaco non intende accettare passivamente la pronuncia. La decisione, infatti, sarà impugnata, e Macrì ha già annunciato l'intenzione di contestarla nelle sedi opportune, aprendo di fatto una nuova fase fatta di ricorsi e di tempi della giustizia.
Nel contestare il provvedimento, il sindaco ha messo in evidenza un aspetto che ritiene rilevante. Ha sottolineato infatti che la richiesta sarebbe stata accolta soltanto nei suoi confronti e non anche per Greta Trecate, nominata assessore soltanto ieri, un passaggio che, a suo avviso, incrinerebbe almeno in parte l'impianto della richiesta avanzata.
Pur in un quadro di incertezza, il primo cittadino ha voluto tranquillizzare i suoi concittadini. Nel suo messaggio, il sindaco ha rassicurato la comunità, spiegando che la decisione non produce effetti immediati sull'attività amministrativa dell'ente, che prosegue regolarmente, mentre il punto si sposta ora sul terreno dell'impugnazione e dei tempi della giustizia.
