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Truffa con auto di lusso, nove arresti e sequestro da oltre 1,6 milioni

Truffa con auto di lusso, nove arresti e sequestro da oltre 1,6 milioni

La Procura di Bergamo ha smascherato una presunta rete criminale accusata di investimenti abusivi, truffe e riciclaggio. Nove persone in custodia cautelare e sequestro da oltre 1,6 milioni. Il gruppo prometteva rendimenti fino al 3% mensile con uno schema Ponzi sulle auto di lusso.

La Procura di Bergamo ha portato alla luce una presunta rete criminale accusata di investimenti abusivi, truffe e riciclaggio. Al termine dell'inchiesta, nove persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare, mentre è stato eseguito anche un sequestro di beni per oltre un milione e 600 mila euro.

Le persone coinvolte risiedono in diverse province italiane, tra cui figura anche Vibo Valentia. Secondo l'impianto accusatorio, il gruppo avrebbe operato su più territori, intrecciando attività finanziarie illecite con metodi intimidatori nei confronti di chi entrava nel meccanismo proposto.

Al centro dell'attività vi sarebbe stato il cosiddetto schema Ponzi. Il gruppo proponeva abusivamente investimenti nel settore delle auto di lusso, promettendo rendimenti molto elevati, fino al 3% mensile, una percentuale del tutto fuori mercato che avrebbe contribuito ad attirare diverse vittime.

Particolarmente grave è il caso di una vittima in particolare, nei cui confronti sarebbe stata organizzata una vera e propria spedizione punitiva. Il malcapitato sarebbe stato picchiato brutalmente e gli sarebbe stata sottratta una Lamborghini affidata in precedenza, venendo poi costretto a pagare una somma per presunti danni subiti dal veicolo.

A rendere ancora più inquietante il quadro sono le minacce ricostruite dagli inquirenti nel corso dell'inchiesta. In una di queste si arrivava a dire che, se il marito di una vittima non avesse pagato, lo avrebbero incappucciato, messo nel cofano dell'auto e portato in Calabria, in una cava.

In un altro passaggio le intimidazioni si facevano ancora più esplicite, con la minaccia rivolta direttamente a una persona alla quale veniva detto che, se non fosse arrivata entro l'una, sarebbero andati a prenderla per staccarle la testa. Frasi che restituiscono il clima di pressione e paura attorno al presunto sodalizio.

Il sequestro da oltre un milione e 600 mila euro rappresenta uno degli aspetti centrali dell'operazione, volta a colpire i proventi dell'attività illecita. L'inchiesta della Procura di Bergamo delinea così un sistema in cui la truffa finanziaria si saldava a violenza e minacce per costringere le vittime a pagare.

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