Dopo mesi di attesa si è riunita la commissione antindrangheta della Regione Calabria per ascoltare la relazione della garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanna Russo. Al centro dell'audizione il tema dell'antimafia penitenziaria, ossia il contrasto alle mafie all'interno degli istituti di pena, un ambito finora poco esplorato a livello istituzionale.
Al cuore dei lavori della commissione regionale c'è una proposta di legge organica, definita la prima in Italia, pensata per trasformare le carceri in presidi avanzati di legalità. L'idea di fondo è fare degli istituti penitenziari non soltanto luoghi di detenzione, ma punti di riferimento nel più ampio sistema di contrasto alla criminalità organizzata.
La garante ha spiegato di aver consegnato cinque documenti, frutto di sedici mesi di lavoro e della prosecuzione di due audizioni già avviate lo scorso anno. La relazione, durata oltre un'ora, è servita a dettagliare alla commissione il progetto dell'antimafia penitenziaria, presentato come un volano che potrebbe diventare un hub nazionale sul tema.
L'obiettivo dichiarato è impedire che il potere criminale possa rigenerarsi dietro le sbarre. Per questo il progetto punta a contrastare l'ingresso negli istituti di strumenti che alimentano i circuiti mafiosi, come droghe e telefoni cellulari, che permettono ai detenuti di mantenere contatti e gestire attività illecite dall'interno del carcere.
Tra i nodi affrontati, la sfida di superare la contrapposizione tra sicurezza e diritti, descritti entrambi come pilastri dello Stato. In questa prospettiva viene indicata la necessità di essere sempre più presenti all'interno degli istituti, anche per supportare la polizia penitenziaria nei gravosi compiti quotidiani che è chiamata a svolgere.
Secondo quanto emerso, si tratta della prima di una lunga serie di audizioni, non soltanto della garante, come ha ricordato il presidente della commissione Polimeni, ma anche con altre istituzioni di livello nazionale. L'obiettivo finale è arrivare a una cabina di regia permanente su un tema che, per la prima volta a livello civile e istituzionale, viene affrontato in modo strutturato.
