Un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha portato all'arresto del sindacalista Maurizio Chiarolla, accusato di essere il mandante di pesanti intimidazioni finalizzate al controllo delle assunzioni. La vicenda sposta sul terreno giudiziario una figura finora attiva nelle piazze sindacali.
Chiarolla, segretario della sigla Confsal-Fismic, e finito in manette con l'accusa di essere l'ideatore di una strategia criminale volta a dominare lo stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria. L'ipotesi di reato contestata e quella di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, il sindacalista avrebbe ordinato l'incendio delle auto di due colleghi rivali, con l'obiettivo di sbarazzarsi della concorrenza e di eliminare ogni ostacolo ai suoi piani.
Il fine, sempre secondo l'accusa, era quello di imporre alle ditte dell'indotto l'assunzione di personale da lui sponsorizzato, trasformando il ruolo sindacale in uno strumento di pressione sulle imprese che operano attorno allo stabilimento.
Negli ultimi tempi Chiarolla si era avvicinato anche alla politica: era stato infatti candidato alle scorse elezioni comunali come presidente di circoscrizione tra le file del centrosinistra, circostanza che aggiunge ulteriore clamore alla vicenda.
Per il GIP la sua condotta non si limitava all'attivita sindacale, ma costituiva una vera e propria grammatica intimidatoria con cui acquisire il controllo di fette vitali dell'economia locale. L'inchiesta della DDA punta ora a ricostruire l'intera rete di pressioni attorno alle assunzioni nel Reggino.
