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Ponte Morandi, 12 anni a Castellucci per il crollo del 2018

Ponte Morandi, 12 anni a Castellucci per il crollo del 2018

Il Tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado sul crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone, con altre 556 rimaste sfollate. L'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, e stato condannato a 12 anni di carcere, a fronte dei 18 anni e 6 mesi chiesti dalla procura. Condannati anche altri vertici del gruppo: 11 anni all'ex responsabile delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli, 5 anni e 6 mesi all'ex numero due di Autostrade Paolo Berti e all'ex ad di SPEA Antonino Galata, 5 anni all'ex direttore della vigilanza del MIT sulle concessioni Mauro Coletta. Per l'accusa il crollo e riconducibile alla strategia dei vertici di Aspi mirata a ridurre le spese di manutenzione e aumentare gli utili. Il legale di Castellucci ha annunciato ricorso in appello.

Il Tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado sul crollo del ponte Morandi, la tragedia che il 14 agosto 2018 spezzo la vita a 43 persone e lascio altre 556 sfollate. Al centro del processo la responsabilita dei vertici della societa che aveva in concessione l'infrastruttura, chiamati a rispondere di uno dei disastri piu gravi della storia recente italiana. La decisione, arrivata giovedi, chiude il primo capitolo giudiziario di una vicenda che ha segnato profondamente la citta di Genova e l'intero Paese.

La condanna piu pesante e stata inflitta a Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, a cui il Tribunale ha comminato 12 anni di carcere. La pena e risultata inferiore rispetto alla richiesta della procura, che per lui aveva sollecitato 18 anni e 6 mesi di reclusione. La posizione di Castellucci era considerata centrale nell'impianto accusatorio, in quanto figura al vertice della societa concessionaria nel periodo che ha preceduto il cedimento del viadotto.

Le condanne non si sono fermate all'ex amministratore delegato, ma hanno coinvolto altri dirigenti apicali del gruppo. Undici anni di carcere sono stati inflitti a Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni, ritenuto una delle figure chiave nella gestione degli interventi sulle infrastrutture. La sua posizione era tra le piu delicate, vista la diretta competenza sulle attivita di controllo e manutenzione delle opere date in concessione al gruppo autostradale.

Ulteriori pene sono state stabilite per altri vertici e figure tecniche coinvolte nella vicenda. Cinque anni e sei mesi sono stati comminati a Paolo Berti, ex numero due di Autostrade, e ad Antonino Galata, ex amministratore delegato di SPEA, la societa satellite di Autostrade addetta alle manutenzioni. A Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza del Ministero delle Infrastrutture sulle concessioni autostradali, il Tribunale ha inflitto una condanna a cinque anni di reclusione.

Secondo la ricostruzione della procura, il crollo del ponte Morandi sarebbe riconducibile a una precisa strategia dei vertici di Aspi, orientata a ridurre le spese di manutenzione e ad aumentare gli utili della societa. Nel quadro accusatorio viene chiamato in causa anche il Ministero delle Infrastrutture, che secondo l'accusa non avrebbe esercitato i controlli necessari sulle condizioni dell'infrastruttura e sull'operato del concessionario, contribuendo cosi al contesto in cui matura il disastro.

Dopo la lettura della sentenza sono arrivate le prime reazioni delle parti in causa. Il legale di Giovanni Castellucci ha annunciato il ricorso in appello, definendo la decisione dei giudici profondamente sbagliata e preannunciando quindi la prosecuzione della battaglia giudiziaria nei gradi successivi. La vicenda processuale, dunque, e destinata a proseguire, con la difesa intenzionata a contestare le conclusioni raggiunte dal Tribunale nel primo grado di giudizio.

Il procuratore di Genova, Nicola Piacente, ha commentato l'esito sottolineando che, nonostante alcune differenze rispetto alle richieste, la tesi accusatoria e stata in buona parte confermata dai giudici. Sul fronte delle vittime, il ricordo delle 43 persone che persero la vita nel crollo resta al centro dell'attenzione, con il comitato che ne custodisce la memoria, guidato da Egle Possetti, presente a seguire da vicino un processo atteso da anni dai familiari e dalla citta.

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