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A Dinami una strada del centro storico chiusa da due mesi per un edificio pericolante

A Dinami una strada del centro storico chiusa da due mesi per un edificio pericolante

Da oltre due mesi una parte del centro storico di Dinami, nel Vibonese, è chiusa al traffico e ai pedoni per via di un edificio pericolante in via Capitano Scarano. La decisione del sindaco per ragioni di sicurezza ha provocato malumori tra i residenti e mette in dubbio la storica processione della Madonna.

Da oltre due mesi una parte del centro storico di Dinami, nel Vibonese, convive con una strada chiusa al traffico e ai pedoni. Il divieto interessa una zona del cuore antico del paese. Per i residenti significa non poter né entrare né uscire da alcune vie. La situazione si protrae ormai da settimane senza una soluzione definitiva.

Il provvedimento è stato adottato dal sindaco dopo nuovi cedimenti registrati in un antico edificio di via Capitano Scarano. Dallo stabile si sono staccati alcuni calcinacci, facendo temere per la sicurezza di chi transita. La chiusura è stata quindi disposta per garantire l'incolumità pubblica. È una misura di prevenzione legata allo stato dell'edificio pericolante.

La decisione ha però provocato malumori tra i cittadini. Alcuni si chiedono di chi sarebbe la responsabilità in caso di incidente, vista la rete di strade piccole coinvolte. Una residente racconta di avere una madre anziana e teme di non sapere a chi rivolgersi se dovesse succedere qualcosa. Il disagio quotidiano, lamentano, ricade interamente sugli abitanti della zona.

Nel mirino dei residenti finisce anche la struttura in legno che da oltre dieci anni sostiene il palazzo pericolante. Per alcuni si tratta di un vero e proprio obbrobrio rimasto lì troppo a lungo. La sensazione diffusa è che il problema sia stato solo tamponato e mai risolto. L'attesa di un intervento risolutivo va avanti da anni.

A preoccupare la comunità è anche la tradizione religiosa legata al 12 luglio, quando il paese celebra la processione della Madonna. Si tratta di un rito che, ricordano i cittadini, va avanti da circa duecento anni. Con la strada chiusa, alcuni residenti dicono che toglieranno comunque le barriere pur di far passare la processione. Per loro la tradizione non può essere interrotta da due tavole messe a sbarrare la via.

Sul fronte amministrativo restano nodi da sciogliere, a partire dalla proprietà dell'immobile. Il sindaco riferisce di essersi recato in tribunale e al Demanio, ma sostiene che lo stesso Demanio non avrebbe certezza che il bene sia suo. Guardando oltre l'emergenza, il primo cittadino immagina però un futuro diverso per l'edificio. Il suo sogno, dice, è recuperare il palazzo e trasformarlo in un museo dedicato allo scultore Rito, originario proprio di Dinami.

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