Chianalea di Scilla, il caratteristico borgo dei pescatori, è isolata da quasi un mese a causa dei lavori di messa in sicurezza del costone roccioso del castello. La chiusura ha di fatto paralizzato un intero quartiere e ha acceso la protesta di residenti e commercianti, esasperati da una situazione che si trascina ormai da settimane e che incide pesantemente sulla vita quotidiana della zona.
All'origine del provvedimento c'è il problema del costone roccioso sopra il borgo, sul quale si è deciso di intervenire per ragioni di sicurezza. La gravità della situazione è confermata dal fatto che in zona è caduto davvero un masso di grandi dimensioni, circostanza che ha reso necessario cantierizzare l'area per gestire il rischio e mettere in sicurezza il tratto interessato dai lavori.
A pesare è soprattutto il calendario. La chiusura coincide infatti con il 18 maggio, data che segna l'apertura della stagione estiva, il periodo cruciale per un borgo a forte vocazione turistica. I commercianti parlano apertamente di rivolta e si dicono pronti a rivolgersi alle vie legali per i danni economici subiti proprio nel momento più importante dell'anno.
Secondo gli operatori della zona, la situazione sta mettendo letteralmente in ginocchio intere attività commerciali. L'isolamento di un'area così sensibile, nel pieno dell'avvio della stagione, rischia di tradursi in perdite difficili da recuperare per chi lavora nel borgo e conta proprio sui mesi estivi per sostenere la propria attività.
Oltre al danno economico, a preoccupare è soprattutto la sicurezza delle persone. I residenti denunciano infatti soccorsi bloccati e pazienti costretti a trasporti di fortuna per riuscire a raggiungere le ambulanze. L'impossibilità di accedere agevolmente al borgo viene vissuta come un problema serio, che va ben oltre il disagio quotidiano legato alla viabilità.
Di fronte alle proteste, il Comune invoca prudenza, ma la riapertura non è prevista prima della fine di giugno. Una tempistica che i residenti faticano ad accettare, considerando che la chiusura totale rischia di estendersi per buona parte del periodo di maggiore afflusso, lasciando il quartiere tagliato fuori proprio quando avrebbe più bisogno di essere raggiungibile.
Per questo dai residenti arriva una richiesta precisa, ovvero aprire la strada almeno parzialmente e garantire quantomeno il passaggio pedonale. Una cittadina racconta di essersi confrontata più volte con l'assessore Ceravolo, suggerendo anche la collocazione di container come soluzione temporanea, nella speranza che qualcosa si muova prima che la situazione diventi del tutto insostenibile.
