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L'Etna torna a eruttare, la nube di cenere ferma di nuovo l'aeroporto di Catania

L'Etna torna a eruttare, la nube di cenere ferma di nuovo l'aeroporto di Catania | AVALW News

L'Etna, il vulcano più alto d'Europa, è tornato a eruttare con violenza, emettendo un'imponente nube di cenere e alimentando diverse colate di lava. Il pennacchio, spinto verso sud-sudest, ha costretto a sospendere gli arrivi all'aeroporto di Catania fino alle 17. Si tratta della terza sospensione dei voli in cinque giorni, con un impatto operativo definito grave.

L'Etna, il vulcano più alto d'Europa, è tornato a eruttare con forza, dando vita a una fase eruttiva intensa che ha proiettato in cielo un'imponente nube di cenere e ha alimentato diverse colate di lava lungo i suoi versanti. L'attività, esplosiva ed effusiva al tempo stesso, è proseguita per tutta la giornata e ha nuovamente messo alla prova la Sicilia orientale, abituata alle bizze del suo vulcano ma sempre costretta a fare i conti con le conseguenze delle sue eruzioni.

Secondo quanto riferito dagli enti di monitoraggio, la fase eruttiva si è concentrata soprattutto al cratere sommitale della Voragine, con una dinamica esplosiva che ha continuato a oscillare di intensità. Dal cratere è stata emessa cenere in grande quantità, mentre più in basso, lungo il vulcano, alcune fessure eruttive hanno continuato a rilasciare magma, dando origine a colate di lava che si sono intrecciate e sovrapposte tra loro in un quadro in continua evoluzione.

Le bocche eruttive attive si trovano a quote diverse del vulcano, con fessure individuate intorno ai 2.750 e ai 2.360 metri di altitudine. I fronti lavici più avanzati, secondo le rilevazioni, si sono mantenuti a quote comprese tra i 2.100 e i 1.850 metri circa, in un'area lontana dai centri abitati. Le colate, pur spettacolari e visibili anche di notte quando hanno tinto di rosso il cielo, non hanno finora minacciato direttamente i paesi che sorgono alle pendici dell'Etna.

A creare i maggiori disagi è stata soprattutto la densa nube di cenere vulcanica, sospinta dai venti verso sud-sudest. Proprio in quella direzione si trova l'aeroporto di Catania, lo scalo più importante dell'isola, che ha dovuto fare i conti con la ricaduta di cenere. Per questo motivo le autorità hanno mantenuto il livello di allerta per l'aviazione sul rosso, il grado che segnala un'attività vulcanica significativa e potenzialmente pericolosa per le operazioni degli aerei.

La società di gestione dello scalo ha annunciato la sospensione degli arrivi all'aeroporto di Catania fino alle 17. Non si è trattato di un episodio isolato, ma della terza sospensione degli arrivi in appena cinque giorni, segno di quanto l'attuale fase eruttiva dell'Etna stia condizionando pesantemente il traffico aereo. La stessa società ha parlato di un impatto operativo grave sulle attività dello scalo, con ripercussioni su voli e passeggeri.

Ai viaggiatori è stato raccomandato di non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea. La ricaduta di cenere sulle piste, infatti, rende necessarie operazioni di pulizia e controlli prima che lo scalo possa tornare pienamente operativo, e la situazione può cambiare rapidamente a seconda dell'evoluzione dell'eruzione e della direzione dei venti in quota.

L'Etna, che con i suoi circa 3.300 metri è il vulcano attivo più alto dell'Europa continentale, è tra i più sorvegliati al mondo e dà vita con una certa frequenza a episodi eruttivi di questo tipo. Le sue eruzioni, se da un lato rappresentano uno spettacolo naturale che richiama l'attenzione di studiosi e curiosi, dall'altro si traducono spesso in disagi concreti per la popolazione e per i trasporti, come dimostra ancora una volta la chiusura ripetuta dello scalo catanese.

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