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Cantine da record: l'enoturismo conquista diciotto milioni di italiani nel 2026

Elena Lombardi Elena Lombardi elenalombardi.avalw.com · 293 reads Respect0 Save Share Read only
READS23live count PUBLISHED21 Sept2026 READING TIME4 min717 words LANGUAGEItalian
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Con diciotto milioni di appassionati e un valore di oltre tre miliardi di euro, il turismo del vino si conferma nel 2026 tra le tendenze più vivaci del viaggio in Italia, tra cantine familiari ed esperienze autentiche.

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Viaggiare non significa più soltanto visitare città d'arte o distendersi al mare. In Italia si fa strada un modo diverso di scoprire il territorio, che passa dai filari delle vigne e dalle porte delle cantine. L'enoturismo, ovvero il turismo legato al vino, sta vivendo nel 2026 una stagione di forte espansione, trasformando la passione per il calice in un vero e proprio motore di viaggi.

Diciotto milioni di appassionati

I numeri raccontano bene la dimensione del fenomeno. Secondo il rapporto dedicato agli italiani e alle esperienze enoturistiche, curato da Roberta Garibaldi insieme ad Ascovilo, nel 2026 si stimano circa diciotto milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino. Si tratta di un balzo notevole, pari a circa quattro milioni e mezzo di persone in più rispetto al 2024.

Dietro questa crescita c'è anche un peso economico rilevante. Il comparto vale ormai circa tre miliardi e cento milioni di euro, una cifra che corrisponde a poco più del ventuno per cento del fatturato delle cantine che offrono accoglienza ai visitatori. L'ospitalità, insomma, non è più un semplice accessorio, ma una fonte di reddito sempre più centrale per i produttori.

La cantina di famiglia batte tutti

Le visite in cantina, tra botti e degustazioni, sono diventate una delle esperienze di viaggio più amate dagli italiani (immagine illustrativa).
Le visite in cantina, tra botti e degustazioni, sono diventate una delle esperienze di viaggio più amate dagli italiani (immagine illustrativa).

Uno dei dati più interessanti riguarda il tipo di esperienza preferita. Per la prima volta, la visita a una cantina a conduzione familiare si colloca al primo posto, scelta da circa il ventisette per cento degli enoturisti. Supera così l'acquisto di vino a prezzi vantaggiosi, fermo attorno al venticinque per cento, mentre la visita ai produttori più celebri si attesta intorno al sedici per cento.

Cresce anche il desiderio di vivere il vino in modo diretto e coinvolgente. Le degustazioni in cantina sono aumentate di ben quindici punti percentuali rispetto al 2024, mentre pranzi e cene tra le botti attirano circa un quarto dei visitatori. Non a caso, negli ultimi anni la quota di chi sceglie di recarsi nei luoghi di produzione è passata dal sessanta al settantasette per cento.

Cosa spinge a partire

Ma cosa cercano davvero gli enoturisti? Al primo posto tra le ragioni per tornare c'è l'accoglienza, indicata da circa il sessantotto per cento degli intervistati come elemento decisivo. A pesare non è soltanto il vino, dunque, ma il calore e la professionalità di chi accoglie. Il fattore umano si conferma così il vero cuore di questo tipo di esperienza.

Accanto all'ospitalità emergono anche motivazioni più culturali. Circa il sessantaquattro per cento vede nell'enoturismo un'occasione di arricchimento personale, mentre una quota molto simile desidera conoscere la storia dei produttori e le vicende che si celano dietro ogni bottiglia. Il vino diventa così un pretesto per un viaggio nella cultura e nella tradizione dei territori.

Quanto si spende

Sul fronte della spesa, il quadro è variegato ma accessibile. Poco più di un terzo dei visitatori opta per degustazioni guidate sotto i venti euro, mentre circa il trentuno per cento si colloca nella fascia tra i ventuno e i quaranta euro. Non manca chi punta in alto, con quasi un enoturista su cinque disposto a spendere oltre sessanta euro per esperienze di livello premium.

Questa disponibilità di spesa si traduce in risultati concreti per le aziende. Le cantine più strutturate hanno registrato una crescita media annua dei visitatori attorno al sedici e otto per cento, accompagnata da un aumento delle vendite dirette di circa il ventuno e quattro per cento. Segno che l'accoglienza, quando ben organizzata, ripaga in modo tangibile.

Gli ostacoli da superare

Non tutto, però, è privo di criticità. Diversi visitatori lamentano alcuni freni ricorrenti: circa il sessantatré per cento percepisce i prezzi come eccessivi, mentre il cinquantotto per cento segnala la mancanza di descrizioni chiare delle esperienze offerte. Ad altri pesano orari poco flessibili o la sensazione che alcune visite risultino ripetitive e poco originali.

Le mete preferite

Sul piano delle destinazioni, l'Italia offre una varietà straordinaria. Tra le aree più apprezzate spiccano le Cinque Terre e il Salento, seguite a breve distanza dal Chianti, dalla Costiera Amalfitana e dall'Etna. Sono territori che uniscono la qualità del vino a paesaggi di grande fascino, dimostrando come l'enoturismo sappia intrecciarsi con la bellezza dei luoghi.

In conclusione, il 2026 conferma l'enoturismo come una delle tendenze più solide del viaggio in Italia. Cresce il numero di appassionati, aumenta il valore economico e si consolida la ricerca di esperienze autentiche e umane. Restano nodi da sciogliere, dai prezzi alla chiarezza dell'offerta, ma la direzione è tracciata: il vino è sempre più una porta d'accesso al territorio.

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Elena Lombardi 2026-09-21 · 4 min read · 23 reads
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