Dopo aver conquistato la ricerca, l'intelligenza artificiale punta al carrello. Gli agenti che scelgono e comprano al posto nostro promettono di rivoluzionare lo shopping. Vediamo, numeri alla mano, cosa cambia davvero.
Ogni settimana un algoritmo promette di cambiare tutto, e questa volta la promessa arriva fin dentro il nostro carrello della spesa. Dopo aver stravolto il modo in cui cerchiamo informazioni, l'intelligenza artificiale punta ora a fare acquisti al posto nostro. Non piu solo consigli su cosa comprare, ma agenti digitali capaci di scegliere il prodotto, confrontare i prezzi e persino completare il pagamento in autonomia. Il fenomeno ha gia un nome, commercio agentico, e come sempre il mio compito e spiegare cosa cambia davvero.
Che cosa e il commercio agentico
Dietro l'espressione un po' fredda si nasconde un'idea semplice. Un agente di intelligenza artificiale e un programma a cui affidiamo un obiettivo, per esempio trovare un paio di scarpe da corsa entro un certo budget, e che poi agisce da solo per raggiungerlo. Invece di scorrere decine di siti, l'utente delega la ricerca, la selezione e talvolta anche l'acquisto vero e proprio al suo assistente digitale. In pratica, si passa dal fare shopping al chiedere a qualcun altro, in questo caso una macchina, di farlo per noi.
Non solo un esperimento di nicchia

I numeri, per quanto ancora in gran parte statunitensi, raccontano di un fenomeno tutt'altro che marginale. Secondo diverse indagini, gia il trentotto per cento dei consumatori americani ha usato l'intelligenza artificiale generativa per fare acquisti online, e oltre la meta prevede di farlo presto. Ancora piu netto il dato sulle intenzioni, con circa il sessanta per cento degli acquirenti che si aspetta di usare agenti di intelligenza artificiale entro dodici mesi. La direzione, insomma, sembra ormai tracciata.
La ricerca cede il passo
Questa transizione si inserisce in un cambiamento piu profondo delle nostre abitudini digitali. Sempre secondo le rilevazioni, gia nel 2025 circa il cinquantotto per cento degli utenti dichiarava di preferire gli strumenti di intelligenza artificiale ai tradizionali motori di ricerca, contro appena il venticinque per cento di due anni prima. Se un tempo si partiva da una casella di ricerca per poi scegliere da soli, oggi si tende a chiedere direttamente una risposta pronta. Ed e naturale che, dopo le risposte, arrivino anche gli acquisti.
Le grandi piattaforme si preparano
Le aziende tecnologiche non stanno certo a guardare e si muovono per costruire le fondamenta di questo nuovo mercato. E nato ad esempio un protocollo dedicato al commercio agentico, sviluppato da Stripe e OpenAI, che alimenta le funzioni di acquisto dentro ChatGPT. Sul fronte opposto, Google ha presentato il proprio sistema universale per il commercio all'inizio del 2026, pensato per accompagnare l'intero percorso dall'idea all'acquisto. Nel frattempo, la stragrande maggioranza dei grandi marchi sta gia testando le proprie vetrine adatte agli agenti.
Numeri da capogiro
Le previsioni economiche legate a questa tecnologia spiegano l'entusiasmo degli investitori. La societa di consulenza Bain stima che il solo mercato statunitense dell'intelligenza artificiale agentica possa valere tra i trecento e i cinquecento miliardi di dollari entro il 2030. Ancora piu audace McKinsey, secondo cui questi agenti potrebbero generare fino a mille miliardi di dollari di ricavi nel commercio al dettaglio. Gia durante le feste del 2025, secondo Salesforce, intelligenza artificiale e agenti erano collegati a una quota significativa della spesa.
Perche i negozi corrono
Al di la delle stime future, esiste gia una ragione molto concreta per cui i commercianti si affrettano ad adattarsi. I dati di Adobe relativi ai primi mesi del 2026 mostrano che gli acquirenti indirizzati da strumenti di intelligenza artificiale convertono, cioe comprano davvero, con un'efficacia superiore di oltre il quaranta per cento rispetto agli utenti tradizionali. Nello stesso periodo, il traffico proveniente dall'intelligenza artificiale verso i negozi online e cresciuto in modo vertiginoso. Chi ignora questo canale rischia semplicemente di restare invisibile.
Cosa cambia davvero per chi compra
Passiamo ora al punto che mi sta piu a cuore, ovvero l'effetto su di noi. Il vantaggio piu evidente e il risparmio di tempo e fatica, perche delegare a un agente la caccia al prezzo migliore libera ore preziose. Ma c'e un rovescio della medaglia da non sottovalutare. Affidando le scelte a un algoritmo, rinunciamo in parte al piacere della scoperta casuale e, soprattutto, cediamo un pezzo di controllo su cosa finisce nel nostro carrello. La comodita, come spesso accade, ha un prezzo nascosto.
Chi decide davvero cosa comprare
Ed e qui che si annida la domanda piu spinosa di tutte. Quando un agente sceglie per noi, in base a quali criteri lo fa e a chi conviene la sua scelta? Un assistente potrebbe privilegiare i prodotti dei partner commerciali di chi lo ha creato, senza che l'utente se ne accorga. La trasparenza su questi meccanismi diventa quindi cruciale, perche la differenza tra un consiglio onesto e una pubblicita mascherata rischia di sparire del tutto. Delegare la scelta non significa che quella scelta sia neutrale.
La fine della vetrina come la conosciamo
Se questo scenario si consolidera, a cambiare non sara solo l'esperienza del singolo cliente, ma l'intera struttura del commercio. La classica vetrina, fisica o digitale, perde senso se a guardarla non e piu un essere umano ma un software. I marchi rischiano di perdere il contatto diretto con chi compra, ridotti a semplici schede di prodotto valutate da un algoritmo. Per aziende che hanno investito per anni sull'immagine e sull'emozione, adattarsi a un cliente che e una macchina rappresenta una sfida enorme.
Le domande ancora aperte
Naturalmente, prima che tutto questo diventi la norma, restano nodi importanti da sciogliere. C'e il tema della privacy, perche un agente che compra per noi deve conoscere i nostri gusti, i nostri dati e persino i nostri strumenti di pagamento. C'e la questione degli errori, perche un acquisto sbagliato fatto in autonomia da una macchina apre problemi di responsabilita nuovi. E c'e, come sempre, la sfida delle regole, che in Europa e in Italia dovranno stabilire limiti chiari a questa delega crescente.
Ne rivoluzione totale ne semplice moda
Alla fine, come per quasi ogni promessa dell'intelligenza artificiale, la verita sta nel mezzo. Il commercio agentico non svuotera i negozi da un giorno all'altro, ne ci trasformera tutti in spettatori passivi dei nostri stessi acquisti. Cambiera pero, e in modo profondo, chi tiene davvero il volante quando decidiamo di comprare qualcosa. Il mio consiglio, come sempre, e di provare questi strumenti con curiosita ma senza abbassare la guardia, ricordando che dietro ogni comodita automatica c'e sempre qualcuno che ha programmato le sue priorita.

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