Parigi 2026: dal concept Alfa Romeo Cuorerosso alla Fiat Grizzly. Tutto quello che vedremo dal 12 al 18 ottobre, senza giri di parole.
Il 12 ottobre apre i battenti a Parigi. Non è una data da calendario, è il momento in cui le case espongono le carte vere. Dimenticate il rumore di fondo e le folle sterminate: qui conta solo il modello che tra due anni potreste parcheggiare davanti a casa. Si ragiona in termini pratici, concreti, senza le scuse di una volta.
La lista dei presenti è vasta, ma il baricentro della manifestazione pende su due fronti diametralmente opposti. Da una parte le elettriche cinesi che sfondano il mercato con prezzi stracciati, dall'altra i marchi storici che tentano di riaccendere la scintilla sportiva o, nel caso di Fiat, riscrivere la propria identità in chiave contemporanea.
Il ritorno della sportività con l'Alfa Romeo
Alfa Romeo porta in pista il concept Cuorerosso. Il nome non è un caso, è una dichiarazione d'intenti. Questo prototipo anticipa il futuro sportivo del marchio, un tentativo di ritrovare l'adrenalina senza necessariamente legare il tutto esclusivamente all'elettrico. È un ponte tra la tradizione e un'idea nuova di guida.
Per un brand che negli ultimi tempi ha dovuto reinventarsi più volte, è una mossa calibrata. A Parigi scopriremo se questa nuova direzione riesce a sedurre i puristi o se resta un esercizio di stile fine a se stesso. La vera domanda è quanto di questa visione finirà davvero nella produzione in serie, senza snaturarsi.

L'attacco frontale di Fiat e Dacia
Fiat presenta la Grizzly, disponibile anche in versione Fastback, e la Multiplay. Quest'ultima è un concept che rievoca la Multipla, quell'auto bistrattata in passato ma oggi rivalutata per la sua praticità rivoluzionaria. È un ritorno alle origini funzionali, lontano dagli eccessi estetici di un tempo.
Dacia non sta ferma: lancia la Striker, una station wagon dal look alieno, e la nuova Spring. È un affondo diretto sul segmento B, dove i margini sono sottili e ogni euro di sconto pesa come un macigno. Qui si combatte per le famiglie con budget ridotti, senza fronzoli.
Non è una questione puramente estetica. Il vero nodo è capire quanto queste proposte riescano a sottrarre clienti a Renault o Peugeot, che da anni dominano questa fascia con un'offerta ormai consolidata. La lotta per il portafoglio del consumatore medio è più agguerrita che mai.

Le cinesi che mettono in crisi l'Europa
Geely, Li Auto, Leapmotor. I nomi si moltiplicano e i prezzi scendono. La Geely E2, ad esempio, è sbarcata in Europa a circa 21.000 euro, una cifra che per una elettrica di quelle dimensioni era impensabile fino a un anno fa. È una mossa che costringe le case europee a rivedere i listini, o a perdere terreno.
Li Auto è un volto nuovo in Europa, ma in Cina è un colosso. A Parigi vorrà dimostrare che può reggere il confronto anche fuori dai confini cinesi, portando un'offerta che mescola tecnologia avanzata e costi contenuti. Il mercato europeo è la sua prossima grande sfida, e non intende fallire.
La concorrenza non è più solo tra europei. Ora è un ring globale dove chi ha i costi di produzione più bassi e le batterie più efficienti ha un vantaggio enorme. Le case europee devono reagire in fretta, altrimenti rischiano di perdere il passo in una corsa che non perdona.

Il contesto: un mercato che corre
Queste novità non arrivano in un vuoto. Il mercato europeo delle elettriche sta accelerando. Nel primo semestre del 2026 sono arrivati 40 nuovi modelli BEV, e altri 60 sono previsti entro fine anno. È un ritmo quattro volte superiore alla media del quinquennio precedente, una frenesia che non lascia scampo.
I dati parlano chiaro: tra gennaio e agosto 2026 le vendite di auto elettriche nell'UE hanno toccato quota 1,64 milioni di unità, un aumento del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel secondo trimestre, per la prima volta, le immatricolazioni di vetture 100% elettriche hanno superato quelle delle auto a benzina.
Questa spinta è dovuta anche ai nuovi target comunitari sulle emissioni. Le case automobilistiche sono obbligate a fare di più, e il Salone di Parigi è il palcoscenico dove mostrano come intendono farlo. Non c'è più tempo per le mezze misure, solo per la concretezza.
Cosa aspettarsi da qui al 18 ottobre
Dal 12 al 18 ottobre a Parigi si deciderà molto. Non solo sul design o sulla tecnologia, ma sulla direzione futura dell'industria automobilistica. Le case che presenteranno modelli competitivi in termini di prezzo e prestazioni avranno un vantaggio enorme, difficile da recuperare dopo.
Per noi giornalisti è il momento di mettere alla prova le promesse. I concept sono belli da vedere, ma quello che conta è quanto di quel futuro arriverà nei concessionari. E a quale prezzo. La battaglia di Parigi è già cominciata, e non finisce qui.
