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Oltre le folle: come l'Italia affronta l'overtourism e riscopre i borghi nel 2026

Giulia Romano Giulia Romano giuliaromano.avalw.com · 4.8k reads Respect0 Save Share Read only
READS28live count PUBLISHED21 Sept2026 READING TIME4 min803 words LANGUAGEItalian
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Tra nuove tasse d'accesso a Venezia e alla Fontana di Trevi e un boom di visitatori record, l'Italia cerca nel 2026 un turismo più equilibrato, spingendo i viaggiatori verso i borghi meno noti.

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L'Italia non ha mai avuto grandi problemi ad attirare visitatori. Anzi, il problema oggi è quasi l'opposto: sono davvero troppi. Nel 2026 il Paese si trova a fare i conti con il cosiddetto overtourism, cioè un afflusso di turisti così intenso da mettere costantemente sotto pressione le città d'arte più celebri. E per rispondere, sta ora sperimentando misure nuove e non sempre indolori.

Numeri da record

Per capire davvero la portata del fenomeno bastano poche cifre. Nel 2025 l'Italia ha accolto circa 97 milioni di visitatori stranieri, un nuovo primato assoluto per il Paese. Sommando anche i turisti italiani, gli arrivi totali hanno superato i 180 milioni. I visitatori dall'estero crescono più rapidamente della domanda interna, spingendo i pernottamenti verso livelli mai visti prima d'ora.

Questi numeri, per quanto lusinghieri sul piano puramente economico, hanno però un evidente rovescio della medaglia. In alcune località la concentrazione di persone diventa quasi insostenibile, soprattutto nei mesi estivi e nei fine settimana. Le strade si intasano, i servizi vanno in affanno e la qualità dell'esperienza, sia per i turisti sia per i residenti, rischia di peggiorare in modo sensibile.

Venezia e il ticket d'ingresso

Venezia è tra le città italiane in prima linea nella lotta all'overtourism (immagine illustrativa).
Venezia è tra le città italiane in prima linea nella lotta all'overtourism (immagine illustrativa).

Il caso più discusso di tutti è senza dubbio quello di Venezia, che già dal 2024 ha introdotto un biglietto d'ingresso per i visitatori giornalieri. Anche nel 2026 la città prevede di applicare questa tariffa nei mesi estivi, con un costo che varia indicativamente tra i 5 e i 10 euro. Alcuni amministratori locali hanno persino proposto di alzarla fino a ben 50 euro.

I risultati concreti, però, restano per ora piuttosto modesti. Il numero medio di visitatori giornalieri che pagano la tariffa è calato solo leggermente, passando da circa 16.676 nel 2024 a 13.046 nel 2025. Il dibattito resta apertissimo: c'è chi vede nel ticket uno strumento davvero utile e chi teme invece che serva più a fare cassa che a ridurre davvero la folla.

Anche la Fontana di Trevi si difende

Venezia, del resto, non è affatto sola in questa battaglia. A Roma, la celebre Fontana di Trevi accoglie fino a 30.000 visitatori al giorno, una pressione davvero enorme per un monumento così delicato e prezioso. Per questo, nel 2026 è diventata accessibile solo dopo il pagamento di una piccola somma, circa 2 euro per i non residenti, con un limite di 400 persone alla volta sul posto.

Misure molto simili si stanno ormai diffondendo in diverse località note per la loro fragilità o per il loro cronico affollamento. L'obiettivo dichiarato non è tanto guadagnare, quanto piuttosto regolare i flussi e proteggere luoghi che rischiano di essere letteralmente consumati dal loro stesso enorme successo. Resta però il difficile equilibrio tra la tutela del patrimonio e la libertà di accesso.

La riscoperta dei borghi

A cambiare, però, non sono soltanto le regole, ma anche le abitudini stesse dei viaggiatori. Sempre più turisti, nel 2026, scelgono di allontanarsi dalle mete più famose come Roma e Venezia, preferendo cittadine e regioni decisamente meno battute. Cercano esperienze più autentiche, un contatto più vero con la cultura locale e, molto semplicemente, un po' meno folla attorno a sé.

I dati disponibili confermano pienamente questa tendenza. I soggiorni nei borghi sono cresciuti di circa il 7 per cento nel corso del 2025, mentre le ricerche online legate ai piccoli centri hanno raggiunto ben 94 milioni di query nel solo 2024, con un aumento del 52 per cento rispetto all'anno precedente. Il fascino dei luoghi meno conosciuti è insomma in netta crescita.

Luminous Destinations 2026

Anche le istituzioni hanno deciso di cavalcare con decisione questa nuova onda. Visit Italy ha lanciato l'iniziativa Luminous Destinations 2026, pensata proprio per valorizzare le gemme nascoste del Paese. Il progetto individua dieci destinazioni che incarnano autenticità, forte identità locale e concreto potenziale di turismo sostenibile, offrendo così una valida alternativa alle mete più intasate.

L'idea di fondo è tanto semplice quanto potente: se una parte dei visitatori si distribuisce su un territorio più ampio, si alleggerisce sensibilmente la pressione sulle città simbolo e, allo stesso tempo, si portano nuove opportunità economiche in aree spesso trascurate. È una strategia che punta con chiarezza a un turismo molto più equilibrato e diffuso in tutto il Paese.

Perché è importante

La sfida che l'Italia si trova ad affrontare oggi non riguarda affatto soltanto il comfort dei turisti in visita. In gioco c'è infatti la conservazione stessa di un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, oltre alla qualità della vita di chi in quelle città ci abita davvero tutti i giorni. Trovare un equilibrio tra accoglienza e tutela è diventato ormai uno dei temi centrali dell'intero settore.

In definitiva, il 2026 segna per l'Italia un momento di riflessione davvero importante. Tra tasse d'accesso, limiti agli ingressi e la spinta convinta verso i borghi, il Paese sta cercando una nuova formula per continuare a essere profondamente amato senza però esserne travolto. La speranza è che il turismo del futuro sappia essere non solo più grande, ma anche molto più intelligente.

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Giulia Romano 2026-09-21 · 4 min read · 28 reads
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