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Turismo lento e borghi del Sud: come l'Italia riscrive le mete del 2026 TOURISM · IT

Turismo lento e borghi del Sud: come l'Italia riscrive le mete del 2026

Giulia Romano Giulia Romano giuliaromano.avalw.com · 4.8k reads Respect0 Save Share Read only
READS666live count PUBLISHED12 Sept2026 READING TIME4 min846 words LANGUAGEItalian
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Il turismo italiano cresce e cambia volto nel 2026. Secondo il rapporto della Rome Business School e un'analisi di Travel And Tour World, la Calabria guida la crescita, i borghi conquistano i viaggiatori e il turismo lento diventa protagonista.

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Il turismo italiano continua a crescere, ma nel 2026 sta cambiando profondamente il proprio volto. Accanto alle grandi città d'arte, sempre più viaggiatori scelgono destinazioni meno affollate, borghi poco conosciuti e un ritmo di viaggio più lento e consapevole. È una trasformazione che ridisegna la mappa delle mete italiane e che diverse analisi di settore hanno provato a misurare con dati concreti.

Un settore che vale centinaia di miliardi

Il peso economico del comparto resta enorme. Secondo il rapporto della Rome Business School intitolato Italy beyond overtourism, il turismo contribuisce al prodotto interno lordo per circa duecentotrentasette virgola quattro miliardi di euro e impiega il tredici virgola due per cento della forza lavoro nazionale, confermandosi uno dei pilastri fondamentali dell'economia del Paese e una fonte di occupazione diffusa su tutto il territorio.

I numeri sui pernottamenti raccontano una domanda solida e in leggera espansione. Sempre secondo lo stesso rapporto della Rome Business School, nel 2025 si sono registrati circa quattrocentosettantasei virgola nove milioni di pernottamenti, di cui duecentocinquantacinque milioni riconducibili a visitatori internazionali, mentre per il 2026 la previsione sale a quattrocentosettantotto virgola sei milioni di presenze complessive.

Il Sud che accelera

Le coste e i borghi del Mezzogiorno attirano un numero crescente di viaggiatori in cerca di autenticità.
Le coste e i borghi del Mezzogiorno attirano un numero crescente di viaggiatori in cerca di autenticità.

La vera novità arriva però dal Mezzogiorno. Secondo un'analisi pubblicata da Travel And Tour World, la Calabria ha registrato la crescita complessiva più forte negli arrivi turistici, seguita da Umbria, Piemonte, Sardegna e Puglia, con la stessa fonte che descrive la Calabria come una delle destinazioni in più rapida crescita in Italia grazie ai suoi paesaggi costieri e al suo carattere mediterraneo autentico.

La spinta arriva soprattutto dall'estero. La stessa analisi di Travel And Tour World indica che gli arrivi internazionali sono cresciuti di oltre il sei per cento rispetto alla prima metà del 2025, mentre gli arrivi complessivi sono aumentati di più del quattro per cento rispetto all'anno precedente, segno di un interesse straniero che si conferma trainante per l'intero settore.

La riscoperta dei borghi

Parallelamente cresce l'attenzione verso i piccoli centri. Secondo il rapporto della Rome Business School, il turismo nei borghi ha fatto segnare un aumento delle presenze del sette per cento nel corso del 2025, un dato che conferma come i viaggiatori cerchino sempre più spesso luoghi lontani dai grandi flussi e capaci di offrire un'esperienza più intima e radicata nel territorio.

L'interesse si misura anche online. Lo stesso rapporto riferisce che le ricerche sul web dedicate ai piccoli centri hanno raggiunto circa novantaquattro milioni di query nel solo 2024, con una crescita del cinquantadue per cento rispetto all'anno precedente, mentre regioni come Abruzzo, Molise, Friuli Venezia Giulia e Basilicata hanno registrato incrementi superiori alla media nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025.

Il fascino del turismo lento

Dietro questi numeri c'è un cambiamento di mentalità. Le analisi di settore descrivono l'ascesa del cosiddetto turismo lento, fatto di soggiorni più autentici, gastronomia locale, ville private e patrimonio culturale, con i viaggiatori che scelgono deliberatamente destinazioni percepite come ancora da scoprire, evitando le aree più sovraffollate e cercando uno stile di vita mediterraneo più rilassato.

Questa tendenza si accompagna a un modo diverso di programmare le vacanze. Secondo il rapporto della Rome Business School, oltre il quaranta per cento delle prenotazioni dei turisti europei avviene entro trenta giorni dalla partenza, mentre più del settanta per cento delle prenotazioni passa ormai attraverso piattaforme digitali, fortemente influenzate dagli algoritmi e dai contenuti condivisi sui social.

La sfida dell'overtourism

La crescita porta con sé anche una responsabilità. Il rapporto della Rome Business School si concentra proprio sul superamento dell'overtourism, suggerendo che il cosiddetto turismo di prossimità e la valorizzazione delle mete minori possano alleggerire la pressione sulle città più visitate, distribuendo i benefici economici su un numero maggiore di comunità e territori.

Restano però nodi strutturali da sciogliere. Secondo lo stesso rapporto, l'Italia si colloca al nono posto nel Travel and Tourism Development Index del World Economic Forum, dietro a Paesi come la Spagna, seconda, nonostante un patrimonio culturale paragonabile, un ritardo attribuito a una governance frammentata e a una limitata integrazione strategica del settore.

Il vantaggio dei prezzi

Sul fronte della competitività, però, l'Italia gioca una carta importante. Secondo l'analisi di Travel And Tour World, i prezzi degli alloggi restano più bassi rispetto a diversi concorrenti chiave, tra cui la Spagna e la Grecia, un elemento che rende il Paese una scelta interessante per i viaggiatori che confrontano le destinazioni in base al rapporto tra qualità e prezzo, mentre le ricerche di voli verso l'Italia risultano in netto aumento.

Le mete del futuro prossimo

Guardando ai mesi caldi, la stessa analisi di Travel And Tour World prevede che il Veneto possa registrare la performance più forte, seguito da Emilia Romagna, Trento, Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Toscana, con le destinazioni lacustri e costiere in testa alla domanda, a conferma di un'Italia turistica sempre più varia e distribuita.

Il quadro complessivo che emerge da queste fonti è quello di un turismo italiano in salute ma in evoluzione, dove la crescita non riguarda più soltanto le mete classiche. Tra borghi riscoperti, coste del Sud in ascesa e viaggiatori in cerca di autenticità, il 2026 sembra segnare il consolidamento di un modello più diffuso e sostenibile, la cui tenuta dipenderà dalla capacità del Paese di gestire i flussi e valorizzare i suoi territori meno noti.

7 responses
Federico Conti1 month ago

Pezzo davvero utile su turismo.

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Simone Ricci1 month ago

Buon contesto su turismo.

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Riccardo Russo1 month ago

Visione equilibrata su turismo.

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Giulia De Luca1 month ago

Verissimo.

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Simone Moretti1 month ago

Proprio cosi.

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Simone Mancini1 month ago

Concordo.

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Marco Romano1 month ago

Concordo.

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Giulia Romano 2026-09-12 · 4 min read · 666 reads
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