Sempre più viaggiatori scelgono di attraversare l'Italia a piedi lungo l'antico itinerario che porta a Roma. I dati parlano di una crescita netta delle presenze, con una forte componente internazionale e un turismo che premia borghi e territori meno battuti.
C'è un'Italia che si scopre andando piano, lasciando l'automobile in garage e affidandosi al ritmo dei propri passi. È l'Italia dei cammini, quella che negli ultimi anni ha riportato in auge un modo di viaggiare antico e allo stesso tempo sorprendentemente attuale, capace di conquistare persone di ogni età e provenienza.
Al centro di questo fenomeno c'è la Via Francigena, l'itinerario storico che dal cuore dell'Europa conduce fino a Roma attraversando gran parte della penisola. Un percorso che un tempo era battuto dai pellegrini medievali e che oggi torna a popolarsi di camminatori in cerca di autenticità e di lentezza.
I numeri di una crescita netta
Che non si tratti di una semplice moda passeggera lo dicono i dati diffusi dall'Associazione Europea delle Vie Francigene, l'ente che si occupa di promuovere e monitorare questo grande itinerario. Nel corso del 2025 sono state distribuite quasi ventimila credenziali del pellegrino lungo l'intero tracciato.
La credenziale è il documento che accompagna chi si mette in cammino e che viene timbrato tappa dopo tappa, quasi a certificare il viaggio compiuto. Il dato è particolarmente significativo perché segna una crescita di circa il trentasei per cento rispetto all'anno precedente, un balzo in avanti tutt'altro che trascurabile.
Ancora più interessante è la fotografia di chi sceglie questo percorso. Secondo le rilevazioni, ben il cinquantatre per cento dei camminatori proviene dall'estero, a conferma di come la Via Francigena sia ormai un itinerario dal respiro pienamente internazionale e non più un fenomeno soltanto italiano.
Un modo diverso di viaggiare

Dietro questi numeri si nasconde una trasformazione più profonda nelle abitudini di viaggio. Alle mete tradizionali, spesso affollate e consumate in poche ore, molti preferiscono oggi le esperienze all'aria aperta, i percorsi suddivisi in tappe e i viaggi che si intrecciano con i borghi e con i paesaggi meno conosciuti.
Non è un caso che, accanto ai cammini a piedi, crescano anche altre forme di turismo lento come il cicloturismo, i viaggi in treno pensati per godersi il paesaggio e la cosiddetta van life. Modi diversi di spostarsi che condividono però una stessa filosofia, fatta di tempo dilatato e di attenzione al territorio.
Chi cammina non misura più il successo del proprio viaggio in numero di monumenti visitati, ma nella qualità delle giornate trascorse. Il silenzio dei sentieri, gli incontri lungo la strada e la fatica ripagata dal paesaggio diventano parte integrante di un'esperienza che ha molto a che fare con il benessere personale.
Il valore dei territori attraversati
Uno degli effetti più preziosi di questo tipo di turismo è la sua capacità di portare visitatori in zone che di solito restano fuori dai grandi circuiti. Il cammino attraversa infatti aree interne, campagne e piccoli centri che difficilmente comparirebbero negli itinerari di viaggio più tradizionali e affollati.
La Campania, per esempio, è stata indicata come uno dei territori che meglio raccontano questo fenomeno. Qui il percorso si snoda tra l'Appennino sannita e la Terra di Lavoro, attraversando borghi autentici ancora poco toccati dal turismo internazionale e ricchi di storia, tradizioni e sapori locali.
Per queste comunità, spesso lontane dai riflettori, il passaggio dei camminatori rappresenta un'occasione concreta di rilancio. Ogni pellegrino che si ferma a dormire, a mangiare o semplicemente a fare una sosta contribuisce a sostenere piccole attività e a dare nuova vita a paesi che rischiavano lo spopolamento.
Un'eredità da custodire
La crescita della Via Francigena non è quindi soltanto una buona notizia per il settore turistico, ma anche un segnale culturale che merita attenzione. Il ritorno ai cammini racconta il desiderio di riappropriarsi di un tempo più umano e di un rapporto più diretto con i luoghi che si attraversano.
La sfida per gli anni a venire sarà quella di accompagnare questa crescita senza snaturarla, mantenendo intatto lo spirito autentico del cammino. Perché il vero valore di queste strade non sta nei numeri, per quanto importanti, ma nella capacità di restituire a chi le percorre il piacere semplice di andare a piedi.
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