A Senigallia si è appena chiuso Pane Nostrum, un salone dove il pane non è solo tradizione ma laboratorio di ricerca. Qui si sperimenta con farine antiche e nuove frontiere senza glutine, riscoprendo ingredienti dimenticati per creare un prodotto che guarda al futuro.
Dalla farina di ghianda al senza glutine: a Senigallia le nuove frontiere del pane
Senigallia si conferma come punto di riferimento nazionale per il mondo dei lievitati con la XXIII edizione di Pane Nostrum, Salone Nazionale dei Lievitati, che si è appena concluso con grande successo di contenuti e di pubblico. Il Foro Annonario e piazza Manni hanno ospitato tre giornate dedicate alla panificazione, alla pasticceria, alla pizza e alla cultura gastronomica, con circa 50 espositori provenienti da tutta Italia.
Organizzata da Confcommercio Marche Centrali e CIA Ancona, la manifestazione ha affiancato le occasioni di incontro professionale alle attività rivolte al pubblico, tra degustazioni, dimostrazioni, vendita diretta e approfondimenti sulle trasformazioni del settore. Al centro, l'arte bianca intesa non soltanto come patrimonio di tecniche e tradizioni, ma anche come ambito di ricerca, aggiornamento e confronto sulle nuove esigenze alimentari.
Masterclass, gluten free e grandi maestri dell'arte bianca
Uno degli appuntamenti centrali è stato il calendario delle masterclass, pensato per approfondire lavorazioni e competenze attraverso il contributo di professionisti del settore. Venerdì 9 ottobre, il programma ha previsto l'incontro con Mirko Magnano, rivolto all'Istituto Alberghiero, e una masterclass del grande Achille Zoia in collaborazione con Banco Marchigiano, riservata agli ospiti dell'istituto bancario.
Sabato 10 ottobre, spazio alla panificazione senza glutine con Davide Marchionni, genio del gluten free con l'uso di farine alternative come quella di ghianda, e al legame tra pasticceria e identità locale con Daniel e Mattia Orso, protagonisti dell'appuntamento dedicato al Dolce dell'Assunta, presentato da un mese e già acclamato da chiunque lo abbia provato. Nel pomeriggio, il programma ha spaziato dalla classica torta di compleanno, proposta da Carla Pagnani, che ha stupito tutti usando solo tre ingredienti, alla pizzetta Rossini sbagliata del mattatore Augusto Palazzi, fino a L'oro dei Della Rovere, con Luca Tarsetti, con uno dei dolci più originali e.
La presenza di figure come Achille Zoia, maestro riconosciuto a livello nazionale, sottolinea quanto l'evento non sia solo una vetrina commerciale, ma un vero e proprio momento di formazione e trasferimento di sapere. La collaborazione con istituti scolastici e bancari dimostra come la cultura del pane attraversi ormai diversi mondi, unendo l'alta cucina alla didattica e alla finanza locale, in un ecosistema complesso e in continua evoluzione.

Riflettori sulle 20 pizzerie marchigiane selezionate nel libro Cronache di pizza
Riflettori sulle 20 pizzerie marchigiane selezionate nel libro Cronache di pizza, tra tradizione, biodiversità e identità territoriale. Masterclass, degustazioni e incontri hanno approfondito anche lievito madre, farine alternative, sostenibilità e nuove esigenze alimentari. La pizza, in questo contesto, non è vista come un prodotto di massa, ma come un espressionismo regionale capace di raccontare la storia e le risorse del territorio marchigiano.
La selezione delle pizzerie nel libro rappresenta un riconoscimento importante per gli operatori del settore, che possono così affermare la propria identità in un mercato spesso dominato da formule standardizzate. Il legame con la biodiversità è centrale: ogni impasto e ogni condimento raccontano un pezzo di territorio, dalle farine locali agli ingredienti stagionali, creando un'offerta che è allo stesso tempo innovativa e profondamente radicata nella tradizione.

Le nuove sfide del settore: sostenibilità e innovazione
La sostenibilità è un tema trasversale che attraversa tutte le attività del salone. Dagli impasti con farine alternative alla gestione degli scarti, la ricerca di un equilibrio tra tradizione e rispetto per l'ambiente è diventata una priorità per molti professionisti. L'uso di farine di ghianda, ad esempio, non è solo una scelta gastronomica, ma anche un modo per valorizzare risorse che altrimenti rischierebbero di essere sottovalutate.
Le nuove esigenze alimentari, come la necessità di prodotti senza glutine, richiedono una continua ricerca e sperimentazione. I maestri del settore non si limitano a replicare le ricette tradizionali, ma le reinterpretano per adattarle ai bisogni contemporanei, senza perdere in qualità o sapore. Questo approccio permette di raggiungere un pubblico più ampio, mantenendo al contempo l'eccellenza artigianale che caratterizza il panorama italiano.

Il futuro del pane: tra tradizione e ricerca
La XXIII edizione di Pane Nostrum lascia un segno profondo nella cultura gastronomica italiana. Non si tratta solo di un evento temporaneo, ma di un momento di riflessione su come il pane, alimento fondamentale della nostra dieta, possa continuare a evolversi senza perdere la sua essenza. La ricerca su farine alternative, la valorizzazione delle materie prime locali e l'attenzione alla sostenibilità sono le chiavi per un futuro che unisce passato e presente.
Per chi opera nel settore, l'evento offre non solo visibilità, ma anche strumenti concreti per aggiornarsi e confrontarsi con le migliori pratiche del settore. La collaborazione tra produttori, professionisti e istituzioni crea un tessuto solido, capace di sostenere la crescita del comparto e di promuovere l'eccellenza italiana anche a livello internazionale. Il pane, in fondo, resta il cuore pulsante della nostra cultura, e Senigallia ne è oggi la culla più attiva.
Domande frequenti

Keep subscribing to Matteo ContiHer next filing reaches you the moment it publishes, on her own subdomain.
Subscribe
