Secondo i dati FIMI relativi al primo semestre del 2026, il mercato discografico italiano cresce del 7,3 per cento e sfiora i 225 milioni di euro. Lo streaming supera i 52 miliardi di riproduzioni e il vinile segna un balzo del 18,50 per cento.
Il mercato della musica in Italia continua a godere di ottima salute e conferma un percorso di crescita che ormai dura da diversi anni. I dati relativi alla prima metà del 2026 delineano un settore in piena espansione, sospinto soprattutto dal digitale ma con qualche sorpresa anche sul fronte del supporto fisico.
A fotografare con precisione l'andamento del comparto sono i numeri diffusi dalla Federazione dell'industria musicale italiana. Secondo i dati FIMI, il primo semestre dell'anno si è chiuso con segnali positivi praticamente su tutti i principali canali di ascolto e di vendita disponibili oggi.
Un mercato in crescita costante
Il dato complessivo è quello che meglio riassume lo stato di salute dell'intero settore. Secondo i dati FIMI, nel primo semestre del 2026 il mercato discografico italiano è cresciuto del 7,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, confermando la tendenza degli ultimi anni.
Anche in termini assoluti la cifra raggiunta è di tutto rispetto per il comparto. Secondo i dati FIMI, il fatturato complessivo nei primi sei mesi dell'anno si è attestato intorno ai 225 milioni di euro, un valore che testimonia la solidità ormai raggiunta dall'industria musicale nazionale.
Lo streaming traina i ricavi
A guidare questa crescita è ancora una volta il consumo di musica in digitale. Secondo i dati FIMI, nei primi sei mesi del 2026 lo streaming ha superato i 52 miliardi di riproduzioni, confermandosi come la modalità di ascolto largamente prevalente tra il pubblico italiano.
L'impatto economico di questo canale è altrettanto significativo per il settore. Secondo i dati FIMI, lo streaming ha generato ricavi per 179 milioni di euro, con un incremento del 7 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, arrivando a coprire l'80 per cento dell'intero mercato digitale.
Abbonamenti in aumento, cala l'ascolto gratuito
All'interno del mondo dello streaming, però, non tutti i segmenti si muovono nella stessa direzione. Secondo i dati FIMI, la componente in abbonamento ha registrato una crescita particolarmente marcata, pari al 9,45 per cento rispetto al primo semestre dello scorso anno.
Diverso è invece l'andamento della fruizione gratuita, quella sostenuta dalla pubblicità. Secondo i dati FIMI, lo streaming audio con pubblicità ha segnato una lieve flessione dell'1,31 per cento, mentre il video streaming con pubblicità è cresciuto del 2,73 per cento nello stesso arco di tempo.
Il ritorno del vinile

Accanto al digitale, uno dei fenomeni più interessanti riguarda il supporto fisico e in particolare un formato che sembrava ormai destinato a scomparire. Secondo i dati FIMI, nel primo semestre del 2026 il vinile ha messo a segno una crescita del 18,50 per cento, confermando un ritorno ormai consolidato nel tempo.
Questo formato, un tempo considerato di nicchia, è tornato a rappresentare una quota rilevante degli acquisti musicali. Secondo i dati FIMI, il comparto fisico nel suo complesso ha raggiunto una quota del 12 per cento del mercato, un dato in cui il vinile gioca un ruolo sempre più centrale.
Il CD tiene ancora la posizione
Anche il compact disc, spesso dato ormai per superato, continua a difendere con discreta efficacia la propria posizione. Secondo i dati FIMI, nel primo semestre del 2026 il CD ha registrato una crescita dell'1,29 per cento, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro.
La tenuta del CD, seppur con numeri contenuti, aggiunge un ulteriore tassello a un quadro complessivamente molto positivo. La coesistenza tra formati digitali e fisici mostra come il pubblico italiano continui ad apprezzare modalità di ascolto anche molto diverse tra loro.
Un settore in salute
Nel loro insieme, i dati del primo semestre del 2026 restituiscono l'immagine di un settore vivace e in continua evoluzione. La crescita dello streaming in abbonamento e il balzo del vinile raccontano di un pubblico ancora disposto a spendere per la musica in forme sempre diverse tra loro.
Resta ora da capire se questa tendenza positiva verrà confermata anche nella seconda parte dell'anno in corso. I numeri diffusi da FIMI, in ogni caso, fotografano un'industria musicale italiana che continua a crescere e ad adattarsi alle abitudini di un pubblico in costante trasformazione.
Bello sguardo a fondo su vinile.
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