Secondo i dati di settore, nel 2025 il mercato discografico italiano ha raggiunto un valore record di oltre 513 milioni di euro, in crescita del 10,7 per cento. A trainare tutto lo streaming, ma a sorprendere è soprattutto il grande ritorno del vinile.
C'è un settore che, lontano dai riflettori, continua a raccontare una storia di successo che in pochi si aspettavano fino a qualche anno fa. Si tratta del mercato musicale italiano, che stando ai dati diffusi ha appena chiuso un altro anno da incorniciare, confermando una vitalità che sembra ormai tutt'altro che passeggera.
Otto anni di crescita ininterrotta
Secondo i dati diffusi dalla federazione di settore, nel corso dell'ultimo anno il mercato discografico italiano ha raggiunto un valore record di circa 513 milioni di euro, con una crescita del 10,7 per cento rispetto all'anno precedente. Si tratta, elemento tutt'altro che secondario, dell'ottavo anno consecutivo di aumento.
A rendere ancora più significativo questo risultato è il confronto con il resto del mondo. Come evidenziato dalla stessa federazione, la crescita italiana è risultata praticamente doppia rispetto alla media europea, ferma intorno al 5,6 per cento, e nettamente superiore anche alla media globale, attestatasi sul 6,4 per cento.
Lo streaming fa da traino

A trainare l'intero comparto è, ancora una volta, lo streaming musicale. Stando ai dati, i ricavi generati da questa modalità di ascolto hanno superato i 340 milioni di euro, arrivando così a rappresentare da soli circa due terzi dell'intero mercato, con un incremento del 9,6 per cento su base annua.
All'interno di questo universo, un ruolo ormai decisivo lo giocano gli abbonamenti a pagamento. Secondo i dati, questi ultimi sono cresciuti del 14,1 per cento raggiungendo i 234 milioni di euro, mentre nel complesso in Italia sono stati riprodotti oltre 99 miliardi di brani, con una media di circa 1,9 miliardi a settimana.
Il grande ritorno del vinile
Se il digitale domina la scena, c'è però un altro fenomeno che sta sorprendendo gli osservatori. Stando ai dati, il comparto della musica fisica ha registrato ricavi per circa 74,7 milioni di euro, con una crescita robusta del 21,9 per cento, spinta in larghissima parte proprio dal grande ritorno del vinile.
Guardando più da vicino, i numeri raccontano un vero e proprio boom. Come riportato, i ricavi legati al vinile sono aumentati del 24,2 per cento rispetto all'anno precedente, mentre anche il compact disc, dato spesso ormai per spacciato, ha messo a segno una crescita tutt'altro che trascurabile del 15,1 per cento.
Interessante è anche il dettaglio sulle quantità vendute. Sempre secondo i dati, nel formato fisico sono state vendute complessivamente circa 4,6 milioni di copie, con i compact disc a rappresentare il 51 per cento del totale e il vinile a coprire quasi la metà, con un ragguardevole 47 per cento.
Un fenomeno controcorrente
Il ritorno di un formato tanto antico in piena era digitale ha in effetti qualcosa di quasi paradossale. Secondo molti osservatori, a spingere il vinile sono soprattutto il desiderio di possedere un oggetto fisico e tangibile, il fascino della copertina e un pubblico spesso giovane che riscopre un modo di ascoltare più lento e consapevole.
Ciò che emerge, in fondo, è un mercato capace di far convivere anime molto diverse tra loro. Da un lato la comodità immediata dello streaming, dall'altro il rito quasi cerimoniale del disco da collezione, due mondi che invece di escludersi sembrano oggi alimentarsi a vicenda, ciascuno con il proprio pubblico affezionato.
Cosa raccontano questi numeri
Al di là delle singole cifre, questi risultati dicono molto sullo stato di salute complessivo della musica nel nostro Paese. Una crescita così prolungata e superiore alla media europea suggerisce infatti che il pubblico italiano non solo continua ad ascoltare musica, ma è sempre più disposto a pagarla in forme diverse.
Restano naturalmente delle sfide aperte per il futuro. Come ricordano gli addetti ai lavori, sarà importante capire se questo ritmo di crescita potrà mantenersi a lungo e in che misura i nuovi ricavi arriveranno davvero anche agli artisti, in particolare a quelli emergenti che ogni giorno animano la scena.
Per ora, però, il quadro complessivo resta decisamente positivo. Dopo otto anni di crescita e con un valore più che raddoppiato rispetto al 2019, il mercato musicale italiano si presenta come uno dei più dinamici dell'intero continente, capace di guardare al futuro con rinnovata fiducia.

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