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L'inflazione risale al 3,3% ad agosto, ma a pesare è la spesa di tutti i giorni BUSINESS · IT

L'inflazione risale al 3,3% ad agosto, ma a pesare è la spesa di tutti i giorni

Riccardo Rizzo Riccardo Rizzo riccardorizzo.avalw.com · 830 reads Respect0 Save Share Read only
READS411live count PUBLISHED7 Sept2026 READING TIME3 min647 words LANGUAGEItalian
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Secondo l'Istat, ad agosto i prezzi al consumo sono tornati a correre. A colpire non è tanto il dato generale, quanto la fiammata dei prodotti che le famiglie comprano più spesso, dal cibo alla cura della casa.

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Ogni mese, quando l'Istat diffonde i dati sui prezzi al consumo, il primo numero che finisce sui titoli dei giornali è quello dell'inflazione generale. È una cifra utile per capire la direzione dell'economia, ma da sola racconta solo una parte della storia che le famiglie vivono davvero al momento di fare la spesa.

I dati diffusi il primo settembre, relativi al mese di agosto, offrono un quadro interessante proprio da questo punto di vista. Il costo della vita torna a salire, ma la vera notizia si nasconde nel dettaglio dei prodotti che compriamo con maggiore frequenza, quelli che riempiono il carrello ogni settimana.

Un'inflazione tornata a salire

Secondo le rilevazioni dell'Istat, ad agosto l'inflazione su base annua è salita al tre virgola tre per cento, in accelerazione rispetto al due virgola nove per cento registrato il mese precedente. Si tratta di un rialzo che interrompe la fase di graduale raffreddamento a cui ci eravamo abituati nei mesi scorsi.

Per capire meglio la natura di questo aumento, gli statistici guardano anche alla cosiddetta inflazione di fondo, quella calcolata escludendo i beni energetici e gli alimentari freschi, che tendono a oscillare molto. Questo indicatore più stabile si è attestato all'uno virgola cinque per cento, in lieve calo rispetto all'uno virgola sei del mese prima.

La differenza tra i due valori aiuta a leggere il fenomeno con maggiore lucidità. Se il dato generale sale mentre quello di fondo scende leggermente, significa che a spingere l'inflazione sono soprattutto componenti più volatili e legate a fattori esterni, come i prezzi dell'energia e di alcuni beni stagionali.

Il paradosso dei prodotti quotidiani

I prodotti acquistati con maggiore frequenza, come quelli alimentari, sono quelli che corrono di più.
I prodotti acquistati con maggiore frequenza, come quelli alimentari, sono quelli che corrono di più.

È qui che entra in gioco il dato più significativo per le tasche degli italiani. L'Istat monitora infatti in modo specifico i prodotti acquistati con maggiore frequenza, ovvero quei beni che compriamo quasi ogni giorno e di cui percepiamo subito ogni variazione di prezzo sullo scontrino.

Per questa categoria l'aumento su base annua è passato dal tre virgola quattro per cento al quattro virgola tre per cento, con una accelerazione decisamente più marcata rispetto all'indice generale. In pratica, i beni che pesano di più sul bilancio quotidiano delle famiglie sono anche quelli che stanno rincarando più in fretta.

Il cosiddetto carrello della spesa, che raccoglie i prodotti alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, si è invece mantenuto su una crescita più contenuta, attorno all'uno per cento. Un valore che appare modesto sulla carta, ma che si accompagna alla percezione di prezzi comunque elevati rispetto a pochi anni fa.

Perche il portafoglio non respira

La combinazione di questi numeri spiega bene una sensazione molto diffusa. Anche quando l'inflazione generale rallenta, i prezzi non tornano indietro, ma continuano semplicemente a crescere più lentamente da una base già alta. Il costo della vita, insomma, resta su livelli difficili da assorbire per molti nuclei familiari.

A soffrire maggiormente sono le famiglie con redditi più bassi, che destinano una quota più ampia delle proprie entrate proprio ai beni di prima necessità. Per loro l'accelerazione dei prodotti ad alta frequenza di acquisto si traduce in un peso concreto e immediato, che lascia poco margine alle spese meno essenziali.

Non stupisce quindi che il tema del potere d'acquisto resti al centro del dibattito economico e politico. Il divario tra il dato ufficiale dell'inflazione e la percezione quotidiana dei cittadini è uno dei nodi più delicati da affrontare per chi si occupa di politiche economiche e sociali.

Cosa guardare nei prossimi mesi

Guardando avanti, l'attenzione sarà rivolta soprattutto all'andamento dei prezzi energetici e alimentari, che negli ultimi mesi hanno mostrato le oscillazioni più forti. Sarà interessante osservare se il rialzo di agosto rappresenti un episodio isolato o l'inizio di una nuova fase di prezzi più vivaci.

Nel frattempo, per le famiglie il consiglio resta quello di leggere questi dati non solo come numeri astratti, ma come una fotografia del proprio bilancio. Capire quali categorie stanno rincarando davvero aiuta a fare scelte più consapevoli e a orientarsi meglio in un contesto ancora segnato dall'incertezza.

5 responses
Davide Gallo1 month ago

Buon contesto su inflazione.

4
Marco Marino1 month ago

inflazione: spiegato con chiarezza.

3
Emma Greco1 month ago

Ottima copertura su inflazione.

3
Riccardo Marino1 month ago

Esatto.

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Lorenzo Giordano1 month ago

Buon punto.

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Riccardo Rizzo 2026-09-07 · 3 min read · 411 reads
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