La Procura della Repubblica di Locri ha chiuso le indagini su un presunto sistema illecito finalizzato all'ottenimento indebito di indennita di malattia erogate dall'istituto previdenziale, l'INPS. Il sostituto procuratore Alessandro Pitteri ha disposto la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 144 persone, coinvolte a vario titolo in quello che gli inquirenti descrivono come un meccanismo ben rodato.
Secondo l'impianto accusatorio, l'inchiesta delinea una prassi ormai consolidata: la redazione di certificazioni sanitarie per patologie inesistenti, dalle lombosciatalgie ai disturbi ansiosi, spesso firmate senza la necessaria visita medica. Documenti che, di fatto, avrebbero attestato malattie mai realmente accertate, aprendo la strada al riconoscimento di prestazioni economiche non spettanti.
I certificati sarebbero serviti a ottenere indennita non dovute, versate dall'istituto previdenziale direttamente sui conti personali dei beneficiari. Un flusso di denaro pubblico che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato erogato sulla base di documentazione sanitaria priva di un reale fondamento clinico, alimentando cosi il presunto giro di prestazioni indebite.
Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, vanno dal falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti fino alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Contestazioni che, stando all'atto d'accusa, chiamano in causa sia chi avrebbe materialmente redatto le certificazioni sia chi ne avrebbe tratto un vantaggio economico non spettante.
Le condotte accertate nell'atto d'accusa riguardano certificazioni emesse tra i territori di Bovalino, Careri, Benestare, San Luca, Ardore, Plati e Siderno. Si tratta di un'area ampia della Locride, nel Reggino, nella quale il presunto sistema avrebbe operato in maniera diffusa e per un periodo prolungato, secondo quanto emerso dalle indagini.
I destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documentazione o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio. Solo al termine di questa fase la procura decidera sull'eventuale richiesta di rinvio a giudizio, valutando la posizione di ciascuno dei 144 indagati.
La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio chiave in un'inchiesta che coinvolge un numero particolarmente elevato di persone e che accende i riflettori sull'uso improprio delle risorse destinate alla tutela della salute e del lavoro. Ogni singola posizione dovra essere ora esaminata prima che vengano assunte le decisioni finali sul futuro giudiziario del procedimento.










