Un tempo cacciato fino alla totale scomparsa dalle Alpi, il gipeto e oggi tornato a librarsi nei cieli di montagna grazie a un lungo e paziente progetto di reintroduzione. Con la sua enorme apertura alare, questo raro avvoltoio rappresenta una delle piu belle storie di ritorno della fauna selvatica
Tra le vette innevate e i cieli limpidi delle Alpi e tornato finalmente a volare uno degli uccelli piu maestosi e affascinanti dell'intero continente europeo, un rapace che per lunghissimo tempo era stato ormai considerato perduto per sempre. Si tratta del gipeto, il piu grande avvoltoio delle nostre montagne, oggi protagonista di una straordinaria storia di rinascita.
Un gigante dei cieli alpini
Il gipeto e un rapace davvero imponente, dotato di un'apertura alare che puo superare abbondantemente i due metri e mezzo, un dettaglio che lo rende immediatamente riconoscibile mentre plana silenzioso sfruttando le correnti d'aria calda che salgono lungo i ripidi versanti delle montagne piu alte.
A differenza di molti altri rapaci, questo grande avvoltoio si nutre principalmente delle ossa degli animali morti, un'abitudine alimentare piuttosto rara nel mondo animale che nel corso dei secoli lo ha reso una figura unica e per certi versi quasi leggendaria nell'immaginario delle popolazioni che abitano le vallate alpine.
La scomparsa di oltre un secolo fa
Per lunghissimo tempo il gipeto e stato ingiustamente perseguitato dall'uomo, che lo considerava a torto un pericolo per il bestiame e persino per i bambini, alimentando cosi una lunga serie di credenze del tutto infondate che si sono tramandate per generazioni e che hanno finito col segnare il tragico destino di questa specie.
A causa della caccia spietata e dell'uso ormai diffuso di bocconi avvelenati, questo splendido rapace scomparve completamente dall'intero arco alpino, e secondo le fonti l'ultimo esemplare venne abbattuto oltre un secolo fa in Valle d'Aosta, segnando cosi la fine della sua presenza naturale sulle montagne italiane.
Un lungo progetto di reintroduzione

La vera svolta arrivo soltanto diversi decenni piu tardi, quando un gruppo di studiosi e numerose associazioni di diversi Paesi decisero di unire le proprie forze per riportare il gipeto sulle Alpi, dando cosi vita a un ambizioso progetto internazionale di allevamento in cattivita e di successiva liberazione dei giovani esemplari in natura.
A partire dalla seconda meta degli anni ottanta i primi giovani rapaci, allevati con enorme cura e pazienza, vennero finalmente rilasciati tra le montagne, e dopo circa un decennio di attesa e di grandi speranze si assistette alle prime nascite in liberta, un traguardo che ripago in pieno tutti gli sforzi compiuti fino a quel momento.
Il ritorno sulle montagne italiane
L'Italia ha avuto un ruolo di grandissima importanza in questa lunga avventura, e in particolare il Parco Nazionale dello Stelvio e diventato uno dei luoghi simbolo del ritorno del gipeto, tanto che proprio in quest'area si registrarono alcune delle prime nascite avvenute con pieno successo dopo il ritorno della specie.
Con il passare degli anni la presenza del rapace si e progressivamente estesa anche ad altre zone dell'arco alpino, fino ad arrivare in tempi recentissimi a splendide notizie provenienti persino dal Piemonte, dove sono state confermate nuove nidificazioni che testimoniano quanto la popolazione stia lentamente ma costantemente crescendo.
Un ruolo prezioso per la natura
Il ritorno del gipeto non rappresenta soltanto una vittoria dal forte valore simbolico, ma porta con se anche importanti benefici del tutto concreti per l'intero ecosistema di montagna, dal momento che questo grande avvoltoio svolge un compito prezioso e insostituibile all'interno del delicato equilibrio della natura alpina.
Nutrendosi delle carcasse e in particolare delle ossa degli animali morti, questo grande rapace contribuisce infatti a mantenere pulito l'ambiente e a limitare la diffusione di eventuali malattie, svolgendo di fatto il ruolo di un vero e proprio spazzino naturale al servizio dell'intera catena della vita di montagna.
Le sfide ancora aperte
Nonostante gli enormi progressi raggiunti nel corso di questi decenni, la strada verso una piena e stabile ripresa della specie e ancora lunga e costellata di ostacoli, poiche il gipeto continua a doversi confrontare con diverse minacce che mettono seriamente a rischio la sua sopravvivenza sul lungo periodo.
Tra i pericoli piu gravi restano purtroppo l'avvelenamento accidentale, gli scontri con i cavi delle infrastrutture di montagna e il disturbo provocato dalla presenza umana, ragione per cui gli esperti sottolineano quanto sia fondamentale proseguire con grande impegno e costanza nel prezioso lavoro di tutela di questo raro rapace.
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