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Il ritorno della cicogna bianca: come un simbolo scomparso torna a nidificare in Italia

Federico Colombo Federico Colombo federicocolombo.avalw.com · 886 reads Respect0 Save Share Read only
READS3live count PUBLISHED17 Sept2026 READING TIME3 min633 words LANGUAGEItalian
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La cicogna bianca, per lungo tempo quasi scomparsa come nidificante in Italia, sta tornando a popolare i cieli della penisola. La popolazione nazionale sfiora le trecentotrenta coppie e in Calabria il 2026 si chiude con un record di centododici piccoli nati. Un viaggio tra reintroduzione, habitat e

Per secoli la cicogna bianca ha accompagnato la vita dei villaggi europei, con i suoi grandi nidi appollaiati sui tetti, sui camini e sui campanili. In Italia, però, per lungo tempo il suo profilo inconfondibile era quasi scomparso dai cieli. Oggi, lentamente ma con costanza, questo grande trampoliere sta tornando a nidificare lungo tutta la penisola.

Un ritorno lungo settant'anni

La storia del ritorno della cicogna bianca in Italia è relativamente recente. Soltanto a partire dalla fine degli anni Cinquanta, in Piemonte, la specie ha ricominciato a nidificare nel nostro Paese, dopo essere scomparsa come nidificante regolare per un lungo e preoccupante periodo di assenza quasi totale.

Un ruolo decisivo lo ha avuto la LIPU, insieme al Centro Cicogne di Racconigi, in provincia di Cuneo. Da quel primo nucleo piemontese, grazie a un lavoro paziente di reintroduzione, allevamento e tutela, le cicogne hanno cominciato lentamente a riconquistare vecchi territori perduti in gran parte del Paese.

Una popolazione in crescita

Oggi la popolazione italiana di cicogna bianca è stimata in circa trecentoventi, trecentotrenta coppie. È un numero in forte crescita rispetto ai decenni passati, anche se lo stato di conservazione della specie a livello nazionale resta considerato importante e delicato, da seguire con grande attenzione.

Le cicogne, inoltre, non si limitano più al Nord del Paese. La specie nidifica ormai in molte regioni diverse, dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, passando per Emilia Romagna e Toscana, fino a Campania, Calabria, Puglia e persino Sicilia e Sardegna, con nuclei sempre più stabili.

Il record della Calabria

Proprio dal Sud arriva una delle notizie più belle di questa stagione. In Calabria il 2026 si è chiuso con un risultato da record assoluto: centododici piccoli nati da trentotto coppie, cinque in più rispetto allo scorso anno e un nuovo primato per il progetto della LIPU, che supera perfino i centoundici del 2022.

La popolazione calabrese si concentra soprattutto in tre aree ben definite: ventuno coppie nella Piana di Sibari, quindici nella Valle del Crati e due nella Valle dell'Esaro. Sono numeri che confermano come anche il Meridione sia ormai diventato una vera roccaforte per questa specie in ripresa.

Dove vivono e di cosa si nutrono

Prati e pascoli aperti come questi, frequentati dalle greggi, sono tra i terreni di caccia preferiti della cicogna, che vi cerca insetti, rane e piccoli animali camminando lentamente nell'erba.
Prati e pascoli aperti come questi, frequentati dalle greggi, sono tra i terreni di caccia preferiti della cicogna, che vi cerca insetti, rane e piccoli animali camminando lentamente nell'erba.

La cicogna bianca è strettamente legata agli ambienti aperti e umidi. Prati, pascoli, zone paludose e risaie sono i suoi terreni di caccia preferiti, dove cerca insetti, rane, piccoli roditori e altri animali che cattura camminando lentamente e con pazienza, aiutandosi con il caratteristico lungo becco rosso.

Per questo la conservazione della specie passa anche dalla tutela di questi ambienti. La perdita delle zone umide e l'agricoltura intensiva riducono le aree di alimentazione, mentre le linee elettriche restano un pericolo molto concreto per uccelli così grandi e legati al volo planato lungo le rotte abituali.

Cicogne che non partono più

Un fenomeno interessante degli ultimi anni riguarda le abitudini migratorie. Un tempo tutte le cicogne europee partivano in autunno verso l'Africa, ma oggi un numero crescente di individui sceglie di trascorrere l'inverno in Italia, senza affrontare il lungo e rischioso viaggio attraverso il deserto e il mare.

Le ragioni sono diverse, dal clima progressivamente più mite alla maggiore disponibilità di cibo, anche nei pressi delle discariche e delle aree agricole. Questo cambiamento racconta una natura in movimento, capace di adattarsi con sorprendente rapidità al mondo che le sta cambiando tutto intorno.

Un simbolo che torna a volare

Il ritorno della cicogna bianca è una di quelle storie che ricordano come la conservazione, quando è costante e ben organizzata, possa dare risultati concreti e duraturi. Da pochissime coppie a oltre trecento, il cammino compiuto è stato lungo e faticoso, ma è tutt'altro che concluso e va sostenuto.

Vedere di nuovo questi grandi uccelli costruire i loro nidi sui tralicci e sui tetti dei paesi significa restituire al paesaggio italiano un simbolo antico e amato. Sta a noi proteggere i prati, le zone umide e i cieli aperti che permettono alla cicogna bianca di continuare, anno dopo anno, a tornare.

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Federico Colombo 2026-09-17 · 3 min read · 3 reads
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