Simbolo di eleganza dei laghi del Nord, il cigno reale è oggi diffuso su gran parte delle acque italiane. Pochi sanno però che la sua popolazione nidificante ha origini in gran parte artificiali, frutto di introduzioni iniziate quasi un secolo fa e di una lenta espansione verso sud. Ritratto di un a
Poche immagini evocano l'eleganza come quella di un cigno reale che scivola silenzioso sulle acque calme di un lago. Con il suo piumaggio candido e il collo curvato a formare una S quasi perfetta, il cigno reale è diventato un vero simbolo dei laghi italiani, ammirato da chiunque passeggi lungo le loro rive tranquille.
Un uccello inconfondibile
Il cigno reale, il cui nome scientifico è Cygnus olor, è uno degli uccelli acquatici più grandi e riconoscibili di tutto il nostro continente. Il piumaggio interamente bianco, il collo lungo e sinuoso e il becco arancione con una vistosa protuberanza nera alla base lo rendono davvero impossibile da confondere con altri.
Nonostante l'aspetto pacifico e signorile, non è affatto un animale timido. Durante il periodo della nidificazione i cigni difendono il proprio territorio con grande decisione, arrivando a scacciare intrusi ben più grandi di loro con ampie aperture d'ali e soffi minacciosi verso il pericolo.
Il regno dei laghi del Nord
In Italia il cigno reale è nidificante sedentario, ma anche migratore regolare e svernante, presente sulle nostre acque soprattutto durante la stagione più fredda. È l'unico cigno che nel Paese mostra una distribuzione relativamente ampia, sebbene diventi via via più discontinua a sud del corso del Po.
Le principali aree di nidificazione restano concentrate nelle regioni settentrionali della penisola. I laghi Maggiore e di Como, il Lago di Garda e la Laguna Veneta ospitano le popolazioni più numerose, insieme ai fiumi a corso lento e alle lagune costiere dell'alto Adriatico, ricche di vita.
Una storia sorprendente

Quello che molti non sanno è che la presenza del cigno reale in Italia ha origini in gran parte artificiali. La popolazione nidificante deriva infatti da introduzioni locali oppure dall'espansione di nuclei liberati in alcuni paesi confinanti, e non da una colonizzazione naturale e del tutto spontanea del territorio.
Le prime immissioni risalgono agli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, in alcuni laghi lombardi. Il cigno fu poi osservato come nidificante in Lombardia e in Piemonte tra gli anni Sessanta e Settanta, per poi diffondersi ulteriormente lungo l'alto Adriatico a partire dai primi anni Ottanta del Novecento.
Una lenta conquista verso sud
Da quei primi nuclei sparsi, il cigno reale ha via via allargato il proprio areale, spingendosi sempre più a sud lungo tutta la penisola. Oggi non è più un ospite esclusivo del Nord, ma nidifica ormai anche in diverse località delle regioni centrali dell'Italia, un tempo del tutto prive della specie.
Questa espansione racconta la grande capacità di adattamento della specie, capace di sfruttare laghi naturali, fiumi lenti, lagune costiere e persino specchi d'acqua all'interno di parchi urbani, dove convive con sorprendente tranquillità con la presenza quotidiana dell'uomo e delle città.
Vita di coppia e di famiglia
Il cigno reale è celebre anche per la sua notevole fedeltà. Le coppie tendono a rimanere unite molto a lungo e collaborano nella costruzione di grandi nidi di vegetazione, di solito lungo rive tranquille o su piccole isole ben riparate dagli sguardi e dai predatori di passaggio.
I piccoli, ricoperti di un morbido piumino grigio, seguono i genitori sull'acqua fin dai primissimi giorni di vita. L'immagine di una famiglia di cigni che nuota in fila indiana lungo la riva di un lago è una delle più tenere che la natura italiana possa oggi offrire a chi la osserva.
Una bellezza da rispettare
Proprio perché così legato alla salute degli ambienti acquatici, il cigno reale è anche un utile indicatore della qualità dei nostri laghi e delle nostre zone umide. La sua presenza stabile nel tempo segnala acque abbastanza pulite e rive ancora in grado di offrire riparo e cibo a sufficienza.
Tutelare i laghi, le lagune e i fiumi dall'inquinamento e dalla cementificazione significa quindi proteggere anche questo elegante abitante delle acque. Solo così i cigni reali potranno continuare a solcare in silenzio gli specchi d'acqua italiani, come ormai fanno da diverse generazioni.

Keep following Federico ColomboHer next filing reaches you the moment it publishes, on her own subdomain.
Follow