I dati FIM Cisl mostrano un +28,3% nel primo trimestre. La Jeep Compass e la Fiat 500 ibrida spingono la produzione italiana verso le 450.000 unità, ma la strada è ancora lunga.
I numeri parlano chiaro: la produzione Stellantis in Italia è tornata a crescere nel 2026, spezzando la trend negativo inaugurato nel 2024. I dati FIM Cisl registrano 340.745 vetture assemblate nel solo primo trimestre, un balzo del 28,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato che ha rassicurato il tessuto industriale, dopo che lo scorso anno la produzione si era fermata a 379.706 unità, un minimo storico che aveva messo in allarme l'indotto e i sindacati.
L'obiettivo per l'intero anno è fissato a 450.000 vetture, di cui oltre 250.000 destinate al trasporto persone. È la prima volta dopo due anni di flessione che si guarda al futuro con realismo ottimista. I numeri, però, restano ancora distanti dai picchi storici raggiunti in passato, e la prudenza resta di casa nelle stanze del gruppo.
Il motore della ripresa: Melfi e la nuova Compass
Il baricentro di questa inversione di rotta si trova a Melfi, in Basilicata. Qui il lancio della nuova Jeep Compass ha dato una spinta concreta ai volumi. I report sindacali indicano un incremento del 77,2% nelle prime nove settimane monitorate, o nei primi mesi dell'anno a seconda della lettura del dato, rispetto al 2025.
Non è un caso. La Compass è tra i modelli più venduti del marchio Jeep a livello globale, e averla prodotta in Italia ha permesso di riattivare e saturare le linee di montaggio. Per una regione che ha fatto della motorizzazione il proprio pilastro economico, questo significa occupazione stabile e una filiera di fornitori meccanici ed elettronici che torna a respirare.
La produzione di veicoli commerciali segue la stessa traiettoria, con un aumento del 17,3% che ha portato il totale a 133.800 unità. Un segnale che la ripresa non dipende da un singolo modello, ma è trasversale a diverse categorie, rendendo il portafoglio industriale più resiliente alle oscillazioni di mercato.

Mirafiori e la scommessa sull'ibrido
A Torino, lo stabilimento di Mirafiori registra un incremento ancora più marcato: +151,1%. Il merito va alla nuova Fiat 500 ibrida, che ha trovato in questa fabbrica la sua casa produttiva. La scelta di Stellantis è stata strategica: mantenere attiva la produzione di un modello iconico, adattandolo alle nuove esigenze di mercato e alle normative ambientali europee.
La 500 ibrida è un compromesso tecnico e commerciale intelligente. Mantiene il fascino del marchio italiano e la capacità di produzione locale, ma introduce un propulsore che abbassa le emissioni rispetto alla vecchia versione termica. Questo approccio permette a Stellantis di rispettare gli obiettivi di riduzione senza abbandonare del tutto la tecnologia tradizionale, una strategia che sta riscuotendo successo in Europa.
Nel frattempo, la Fiat Panda resta un pilastro insostituibile. I suoi volumi elevati aiutano a compensare le debolezze di altre linee, garantendo una base solida su cui costruire la crescita dei modelli più innovativi. La diversificazione della gamma a Mirafiori è la chiave per mantenere alta l'occupazione e la competitività dello stabilimento.

Non è ancora la piena normalità
Bisogna però fare i conti con la realtà: 450.000 vetture non sono i livelli di produzione registrati nei periodi d'oro della casa torinese. Alcune fabbriche continuano a soffrire per carenze di ordini o per la transizione verso nuove piattaforme. La ripresa è quindi frammentata, forte dove ci sono i nuovi modelli come a Melfi e Mirafiori, e più debole altrove.
Il rischio di un'interpretazione troppo ottimistica è dietro l'angolo. I numeri del 2026 sono un miglioramento rispetto al 2025, ma non cancellano del tutto le ferite degli ultimi anni. La sfida per Stellantis sarà mantenere questo ritmo di crescita anche nel 2027, quando entreranno in gioco nuovi modelli e normative europee ancora più stringenti.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi, l'attenzione si concentrerà sul lancio di altri modelli elettrificati e sulla capacità delle fabbriche di adattarsi ai nuovi cicli di produzione. La produzione di trasmissioni a Mirafiori continua a essere un punto fermo, dimostrando che l'infrastruttura italiana resta competitiva per la componentistica meccanica di alta gamma.
La prossima mossa di Stellantis sarà cruciale per capire se questa ripresa sarà strutturale o solo un picco legato ai lanci di Compass e 500 ibrida. Per ora, i numeri parlano chiaro: l'Italia torna a essere un polo produttivo di riferimento per il gruppo, ma la strada da percorrere per tornare ai livelli pre-crisi è ancora lunga e piena di incognite.
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