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Juice torna a sfiorare la Terra: il 29 settembre il sorvolo che spinge la sonda verso Giove, con l'Italia protagonista

Davide Giordano Davide Giordano davidegiordano.avalw.com · 588 reads Respect0 Save Share Read only
READS350live count PUBLISHED8 Sept2026 READING TIME3 min656 words LANGUAGEItalian
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Il 29 settembre 2026 la sonda Juice dell'ESA effettua il suo secondo sorvolo ravvicinato della Terra, tappa chiave del lungo viaggio verso le lune ghiacciate di Giove. A bordo, dieci strumenti realizzati in Italia.

C'è un appuntamento che, il 29 settembre, riporterà per qualche ora lo sguardo degli scienziati verso il cielo sopra di noi. La sonda Juice dell'Agenzia Spaziale Europea tornerà infatti a sfiorare la Terra, in una manovra tanto delicata quanto spettacolare, lungo il suo lunghissimo cammino verso il gigante Giove e le sue lune ghiacciate.

Un appuntamento con la Terra

Secondo quanto riportato, si tratta del secondo sorvolo ravvicinato del nostro pianeta da parte della sonda. Non è un ritorno casuale, ma una tappa attentamente pianificata del viaggio, pensata per sfruttare la stessa presenza della Terra come una sorta di trampolino naturale verso le regioni più esterne del Sistema Solare.

Juice, il cui nome richiama proprio l'esplorazione delle lune ghiacciate di Giove, ha davanti a sé ancora anni di viaggio. Per raggiungere una destinazione tanto lontana, una sonda non può semplicemente puntare dritta verso la meta: deve accumulare energia e velocità sfruttando gli incontri ravvicinati con i pianeti che trova lungo il percorso.

Perché una sonda torna indietro

Sfruttando la gravità del nostro pianeta, la sonda modifica la propria traiettoria e guadagna la spinta necessaria a proseguire il viaggio.
Sfruttando la gravità del nostro pianeta, la sonda modifica la propria traiettoria e guadagna la spinta necessaria a proseguire il viaggio.

Il meccanismo alla base di questi sorvoli è quello che gli esperti chiamano assistenza gravitazionale. In pratica, passando vicino a un pianeta, la sonda ne sfrutta il campo gravitazionale per modificare la propria traiettoria e, a seconda dei casi, guadagnare o perdere velocità, risparmiando enormi quantità di prezioso carburante.

Per questo Juice, invece di allontanarsi subito, compie un percorso apparentemente tortuoso, fatto di più passaggi ravvicinati vicino alla Terra e ad altri pianeti. Ogni sorvolo funziona come una spinta calibrata al millimetro, che gli ingegneri devono calcolare con estrema precisione per non compromettere il resto della missione.

Dieci strumenti made in Italy

In questa avventura, l'Italia gioca un ruolo di primo piano. Stando alle informazioni diffuse, a bordo della sonda si trovano ben dieci strumenti realizzati nel nostro Paese, un contributo che colloca la ricerca e l'industria italiane nel cuore di una delle missioni scientifiche più ambiziose degli ultimi anni.

Si tratta di apparecchiature destinate a studiare da vicino Giove e i suoi satelliti, raccogliendo dati preziosi su atmosfere, superfici e campi magnetici. Un patrimonio di competenze che conferma come, pur essendo un Paese di dimensioni contenute, l'Italia sappia ritagliarsi un posto di rilievo nelle grandi imprese spaziali internazionali.

Destinazione: le lune ghiacciate di Giove

L'obiettivo finale della missione sono le grandi lune ghiacciate che orbitano attorno a Giove, mondi che da tempo affascinano gli scienziati. Sotto le loro spesse croste di ghiaccio, infatti, potrebbero nascondersi oceani di acqua liquida, considerati tra gli ambienti più interessanti in cui cercare le condizioni adatte alla vita.

Studiare questi corpi celesti significa provare a rispondere ad alcune delle domande più profonde della scienza, a partire da quella sulla possibile esistenza di ambienti abitabili al di fuori della Terra. Il sorvolo del 29 settembre, in questo senso, è un piccolo passo che rende possibile un traguardo molto più grande e lontano nel tempo.

Un 2026 intenso per lo spazio italiano

Il passaggio di Juice non è però l'unico appuntamento che vede l'Italia protagonista in questo periodo. Sempre a settembre, secondo quanto riferito, è previsto il lancio di PLATiNO-1, descritta come la prima piattaforma satellitare a propulsione elettrica realizzata dall'industria italiana nell'ambito di un programma dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Guardando ai mesi successivi, a novembre è atteso un altro traguardo di rilievo con la sonda BepiColombo, anch'essa dell'ESA, che dovrebbe essere inserita in orbita attorno a Mercurio. Anche in questo caso l'Italia è protagonista, con la responsabilità di quattro degli undici esperimenti presenti a bordo del veicolo spaziale.

L'Italia nella corsa allo spazio

A completare il quadro c'è la costellazione italiana Iride, dedicata all'osservazione della Terra, che nel corso del 2026 si arricchirà di nuovi satelliti destinati ad affiancare i sedici già resi operativi nel 2025. Un'infrastruttura pensata per monitorare il territorio, l'ambiente e i cambiamenti del nostro pianeta osservandolo dall'alto.

Messi in fila, questi appuntamenti raccontano di un Paese sempre più presente nelle grandi sfide dello spazio, dalle sonde dirette verso altri pianeti ai satelliti che vegliano sulla Terra. E il sorvolo di Juice, atteso per il 29 settembre, ne rappresenta forse l'immagine più suggestiva: un breve, calcolatissimo saluto al nostro pianeta prima di ripartire verso l'ignoto.

3 responses
Matteo Giordano4 days ago

Bello sguardo a fondo su sorvolo della Terra.

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Luca Romano4 days ago

Buon contesto su sorvolo della Terra.

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Gabriele Gallo1 week ago

sorvolo della Terra: spiegato con chiarezza.

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Davide Giordano
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Davide Giordano 2026-09-08 · 3 min read · 350 reads
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