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La corsa all'oro del 2026: perché le banche centrali comprano a ritmo record e cosa cambia per chi risparmia

Luca Ricci Luca Ricci lucaricci.avalw.com · 550 reads Respect0 Save Share Read only
READS427live count PUBLISHED10 Sept2026 READING TIME3 min641 words LANGUAGEItalian
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Nel 2026 le grandi banche centrali comprano oro a ritmo record, spesso mentre il prezzo scende: circa 289 tonnellate nel solo secondo trimestre, un sondaggio ai massimi storici di ottimismo e previsioni fino a 6.300 dollari l'oncia. Con la Banca d'Italia tra i maggiori detentori al mondo, ecco cosa

L'oro è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza, il metallo a cui si guarda nei momenti di incertezza. Nel 2026 questa vecchia verità è tornata prepotentemente al centro dell'attenzione, ma con un protagonista inatteso: non i piccoli risparmiatori, bensì le grandi banche centrali del mondo.

Negli ultimi mesi, infatti, gli istituti che governano la moneta di interi Paesi hanno continuato ad accumulare lingotti a un ritmo impressionante, spesso proprio mentre il prezzo del metallo scendeva. Un comportamento che dice molto su come stanno cambiando le regole della finanza globale.

Comprare mentre il prezzo scende

Il dato più sorprendente riguarda proprio questa apparente contraddizione. Secondo i dati riportati dalla stampa finanziaria e dal World Gold Council, nel secondo trimestre del 2026 le banche centrali hanno acquistato oro anche se in quel periodo la quotazione ha registrato il calo trimestrale più forte degli ultimi dieci anni.

In altre parole, invece di vendere per paura del ribasso, molti istituti hanno approfittato dei prezzi più bassi per comprare ancora di più. Un segnale chiaro del fatto che, ai loro occhi, l'oro non è un titolo da rivendere in fretta, ma una riserva strategica da custodire nel lungo periodo.

Un trimestre da record

I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Sempre nel secondo trimestre dell'anno, le banche centrali hanno acquistato circa 289 tonnellate d'oro, una cifra da primato, in aumento di oltre il 60 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A guidare questa corsa sono stati soprattutto Paesi come la Polonia e la Cina. Già nei primi tre mesi del 2026 gli acquisti avevano sfiorato le 244 tonnellate, mentre la domanda di lingotti e monete da parte dei privati aveva toccato il secondo livello più alto mai registrato.

Il sondaggio più ottimista di sempre

A confermare la tendenza è arrivato anche un sondaggio molto seguito. Il rapporto annuale del World Gold Council sulle riserve auree, pubblicato a giugno del 2026 e basato su settantasei istituzioni, ha fotografato un ottimismo senza precedenti verso il metallo giallo.

Ben l'89 per cento dei gestori delle riserve si aspetta che le scorte mondiali di oro aumentino nei dodici mesi successivi, mentre un numero record, pari al 45 per cento, ha dichiarato di voler accrescere le proprie riserve. È il risultato più favorevole nei nove anni di storia di questa indagine.

Fino a seimila dollari l'oncia?

Le prospettive sui prezzi restano incerte, ma non mancano previsioni ambiziose. Gli analisti della banca d'affari J.P. Morgan, per esempio, indicano un obiettivo di circa 6.300 dollari l'oncia per la fine del 2026, con una media attesa intorno ai 6.000 dollari nella seconda parte dell'anno.

Naturalmente si tratta di stime, non di certezze, e il mercato dell'oro resta noto per la sua volatilità. Ciò che spinge in alto le aspettative è però una combinazione di fattori strutturali, dalla ricerca di sicurezza alla volontà di ridurre la dipendenza dal dollaro nelle riserve internazionali.

L'Italia e il suo tesoro

In questo scenario l'Italia occupa una posizione tutt'altro che marginale. La Banca d'Italia custodisce infatti circa 2.450 tonnellate d'oro, un patrimonio che colloca il nostro Paese tra i maggiori detentori di riserve auree al mondo, subito dietro a poche altre grandi economie.

Si tratta di un tesoro accumulato nei decenni e conservato in parte a Roma e in parte all'estero, il cui valore cresce di pari passo con le quotazioni. Un patrimonio silenzioso che raramente finisce sui giornali, ma che rappresenta una solida garanzia alle spalle della finanza pubblica italiana.

Che cosa cambia per il risparmiatore

Dove mettere i risparmi: la corsa dell'oro riporta al centro il tema di come proteggere e far crescere il proprio denaro nel tempo.
Dove mettere i risparmi: la corsa dell'oro riporta al centro il tema di come proteggere e far crescere il proprio denaro nel tempo.

Per il singolo cittadino il messaggio è più sfumato. Il fatto che le banche centrali comprino oro non è un invito automatico a fare altrettanto, perché il metallo non produce interessi né dividendi e il suo prezzo può oscillare bruscamente anche nel giro di poche settimane.

Resta però un segnale culturale importante. In un'epoca di tensioni e incertezze, l'oro torna a essere percepito come un ancoraggio di valore, e chi risparmia farebbe bene a informarsi con attenzione prima di seguire, o di ignorare, l'esempio dei grandi istituti.

1 responses
Riccardo Russo1 week ago

Ottima copertura su banche centrali.

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Luca Ricci 2026-09-10 · 3 min read · 427 reads
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